Cristo si è fermato a Ferrandina Scalo

Quando ci arrivi in auto dalla parte moderna, ti dici vabbè, è un po’ squalliduccia. Parcheggi guardando di sbieco il cartello che delimita l’ingresso della ZTL. Sei ad un bivio a V e ce ne sono due, uno a ciascun lato della strada. Quello di sinistra recita “varco chiuso, ZTL attiva”, a destra invece è accesa la scritta “varco aperto, ZTL inattiva”. Non capisci se puoi passare oppure no, hai un po’ paura ad attraversarlo anche a piedi. Poi fai tre passi e sei perduto. Matera è uno spettacolo per cuori capienti. Devono essere in grado di contenere l’ampiezza di una vista sull’uomo, sulla civiltà e sulla storia. Non è una città: è la possibilità di una civiltà. Il luogo in cui l’uomo è stato capace di vivere e di legarsi alla propria terra – una terra aspra – per diecimila anni, il luogo in cui i morti vengono seppelliti sopra e i vivi stanno sotto. Matera è un essere vivente: non è terra di popolazioni italiote, è essa stessa un animale italiota. È nata in un luogo inospitale, in cui anche le pietre sono vive, è cresciuta, ha arrancato, ha avuto successo, è stata ferita, si è ammalata, è stata aggredita e aiutata, si è rialzata, è riuscita a diventare grande. Chi l’avrebbe mai detto che Mel Gibson fosse arrivato dopo i Borboni, dopo Giuseppe Bonaparte, dopo Carlo Levi, De Gasperi e Craxi? D’altronde gli animali italioti sono così: hanno dentro di sé ad un tempo la grandezza e il ridicolo. Come quando i fondi per gli indennizzi da riconoscere agli abitanti dei Sassi espropriati finirono così, come accade in Italia, dove le prese di posizione dei governi somigliano, per tradizione, a frasi interrogative, senza il punto di domanda. Quelle cose che non sai se sei tu che non capisci, o se è quello che ti parla che non sa quello che dice. Quelle cose che, se provi a ragionarci su e lo fai ad alta voce, alla fine sembra che lo scemo sei tu, perché non hanno né capo, né coda. Oppure come quando hanno costruito la stazione ferroviaria, a Matera, ma i binari mai. Quelli si sono fermati a Ferrandina Scalo. Cristo deve essersi visto costretto a scendere là, quando, punto nel vivo dalla denuncia di Carlo Levi, ha deciso di avventurarsi a sud di Eboli (questa, come il titolo del post, la si deve a G.A.).

Eppure eccola. Il terzo insediamento umano più antico del mondo, il patrimonio dell’UNESCO, la capitale europea della cultura per il 2019. Un luogo incredibile, un miracolo. Un miracolo del tempo, rimasto sospeso in una bolla, sottile come quelle di sapone.

Non soffiate troppo forte, non toccatela. Potrebbe scoppiare. Nell’ammirazione che possiamo avere per queste bolle, da lontano, nell’odore che aleggia nell’aria dopo che il respiro della storia le ha gonfiate, possiamo finalmente conoscere le potenzialità dell’uomo. Possiamo costruire, non solo distruggere. La bellezza è nelle nostre mani, la mostruosità è nella nostra mente. Se l’Italia potesse rialzarsi, come Matera, se l’uomo potesse tornare alla mater(i)a, avremmo ancora speranza.

matera by stefy

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9 risposte a Cristo si è fermato a Ferrandina Scalo

  1. nexus ha detto:

    Scrivi di Matera come di persona viva, fai bene. Essere Patrimonio dell’umanità non significa nulla, è una frase, roboante, abbagliante, finisce quando non la pronunci più.
    Matera somiglia a Ragusa Ibla e ad altre realtà con lo stesso carisma in Italia ma gli italiani innazitutto non li amano, poi non li conoscono, infine li gestiscono i politici italiani. Se Matera ha resistito è un miracolo ma io la vedo da laico….i miracoli li lascio ad altri. Bel post, profuma di quel luogo.

    • swann matassa ha detto:

      a ragusa, purtroppo, non sono stato, in compenso posso dire che tutto quello che ho visto e toccato e esperito, in sicilia, è pari o superiore alla sua fama, mi ci sento a casa. per me l’italia è classicamente “odi et amo”, tendo a ripetere che è un paese senza speranza, che è un cadavere in putrefazione, eppure emana ancora profumi. forse è inevitabile che sia così.

  2. millemila applausi a questo canto d’amore per matera (e alla basilicata tutta, per la verità, ché quella regione non merita davvero d’esser così bistrattata)

  3. newwhitebear ha detto:

    In effetti Matera appare un corpo estraneo nell’Italia meridionale, perché è diversa in tutto.
    Matera l’ho conosciuta per lavoro e devo dire che mi ha colpito subito come i suoi abitanti.
    Il tuo post conferma quelle sensazioni. Non mi ero ingannato.

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