Due capitoli, ogni sera

Piccolo principe e rosaHo deciso di leggere un libro ad una persona che ancora non c’è. Due capitoli, ogni sera. Quella persona è molto piccola, quindi il libro è molto piccolo, e i due capitoli, pure, molto piccoli. Il libro è Il piccolo principe, quale altro. Spero che insegni alla piccola-persona-che-ancora-non-c’è quello che ha insegnato a me, anche se non sempre ho la forza di metterlo in pratica. Spero che le insegni a prendersi cura del suo pianeta, a tener da conto anche la compagnia di una rosa, a vedere le pecore attraverso le casse, ad essere utile alle cose che le stanno intorno, a non contare le stelle per possederle, ad essere responsabile di quello che ha addomesticato, a lasciarsi addomesticare, a vedere il vero col cuore. So che le persone così possono essere malinconiche, possono sentire l’esigenza di spostare la propria sedia qualche passo più in là anche quarantatré volte in un giorno, pur di ammirare un tramonto. Ma le persone così sanno quello che gli uomini hanno dimenticato. Sanno che fra migliaia di rose che possono coltivare, ce n’è una sola che conta. Queste persone, se esistono, dispongono del proprio tempo camminando lentamente verso una fontana od un pozzo, bevono un semplice bicchiere d’acqua che è costato loro fatica, lo trovano dolce come una festa.

Ho deciso di leggere un piccolo libro ad alta voce, due capitoli a sera. La persona a cui lo leggo è così piccola, è nascosta, non posso ancora vederla. Ma l’essenziale, si sa, è invisibile agli occhi.

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