Voi non siete niente

Questo scritto è per voi, voi che sedete ai posti di comando, voi che vi dichiarate classe dirigente, ma che non avete idea di dove andare, voi che non avete mai annusato il vento per sapere come si alzerà il mare, e che non avete mai messo le mani nella terra per piantare un seme, voi che avete pensato che fare la faccia truce in famiglia, sacrificare il tempo dei vostri figli, delle vostre mogli e dei vostri mariti sull’altare del lavoro facesse di voi degli eroi moderni, cavalieri del lavoro, e che oggi pensate di poter chiedere lo stesso a me, di poter disporre del mio tempo e mercanteggiare con i miei principi, voi che raccontate di avere sacrificato tutto, di essere stati incudine per essere martello, e che per questo credete che io oggi sia la vostra incudine e che accetti di esserlo per essere a mia volta martello domani, per battere su altre incudini e martellare vite altrui, voi che raccontate di essere stati vessati dai vostri padroni-per essere poi padroni- ma che forse lo siete stati a 22, a 25, a 28, perché a 30 eravate già quello che siete oggi, in un mondo di opportunità, voi che oggi credete di poter chiedere a me, ad un uomo alla soglia dei 35 anni, giunto alla fine di molte corse e all’ultima chiamata per molte altre, quello che è stato chiesto a voi 30 anni fa, quando si presentava l’alba di un’era in cui quelli come voi, esseri senza spina morale, avrebbero dominato, l’alba dei grandi rettili, voi che avete sbriciolato i miei sogni, che mi avete insegnato che le favole sono per i bambini, che mi avete mostrato che nella vita bisogna essere cattivi, voi che mi avete detto che bisogna avere unghie affilate,
voi,
voi dovete sapere che non avete più alcun potere su di me, che se non credo più alle favole, non credo neanche alle vostre favole, che quegli stessi artigli, che mi avete chiesto di affilare, oggi sono pronti anche per voi.
A voi è piaciuto tanto sottrarre, oggi non avete nulla. Dopo una vita di egoismi, vi siete rimasti solo voi stessi.
E voi. Non siete. Niente.

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19 risposte a Voi non siete niente

  1. Gintoki ha detto:

    Lo scrissi qualche settimana fa: oggigiorno si dice che bisogna fare sacrifici e chi oggi te lo dice rinfaccia di averne fatti a suo tempo, ora tocca a te.

    Il problema è che 10 sacrifici 30 anni fa restituivano 10.
    Oggi 10 sacrifici quanto ti danno? 10? Non credo. Quel valore è stato svuotato, dissipato. E non certo da noi che siamo venuti dopo (a meno che qualcuno con una macchina nel tempo non sia andato nel passato!)

    Il sacrificio sono disposto a farlo, ma mi sembra anche lecito pretendere qualcosa in cambio, senza sentire le lezioncine di qualche vecchio trombone.

  2. mododidire ha detto:

    Ti voglio bene, Swann…

  3. ommadonninasanta. è successo qualcosa di grave, swann?

  4. intesomale ha detto:

    quando mi vien da scrivere cose del genere, mi chiedo poi a chi dovrei rivolgerle, ché ultimamente ho capito che il sistema non sta solo sopra, ma anche intorno… non so come sia da te, ma da me tutto questo si regge sulla complicità degli stessi giovani, quelli che posson permettersi di stare al gioco e lo fanno… insomma, finisce che mi scoraggio e non so mai neppure immaginare con chi potrei coordinare uno sforzo per cambiare, ché è difficile cambiare il mondo con l’happy hour…

    (a parte che con adp, che è tipo l’eroe civile di questo secolo secondo me 😀 )

    PS: volevo scriverti, ma non trovo più la tua mail.

    • swann matassa ha detto:

      da me è esattamente come da te, e hai ragione. eppure, non chiedo neppure grandi prese di coscienza di massa, mi basterebbe che ci fosse qualche adp in più (per quello che ho potuto capire conoscendolo qui).
      dovesse servirti, la mia mail è la stessa che puoi recuperare dai commenti (swann_matassa@hotmail.com)

  5. tiols ha detto:

    Uno sfogo che rieccheggia potente nelle loro orecchie. Ma tanto sono abituati a sentire fischiare l’apparato uditivo.
    La soluzione è lasciarli nella merda (brucia bon ton, brucia).

    • swann matassa ha detto:

      vero. purtroppo però ci siamo anche noi, nella merda

      • tiols ha detto:

        La cosa che ho notato, nel mio caso specifico, è che perlomeno noi, umili dipendenti (che sappiamo fare il nostro lavoro) la prendiamo con ironia. Sappiamo cosa ci aspetta e sappiamo riderci sopra.
        I dirigenti, invece, non li ho mai visti così agitati come in questo periodo. Sembra che abbiano tutti il loro “periodo” (appunto).

  6. tiZ ha detto:

    Ci sottraggono ogni giorno un’opportunità.

  7. tramedipensieri ha detto:

    Non si sa da quale parte iniziare.
    pur volendo fare…agire.

  8. aliceoalmenocredo ha detto:

    Quelle stesse persone che hanno creato e creano lo sfacelo che siamo costretti a vivere, che ci hanno inondato della merda in cui siamo costretti a nuotare. E noi sbattiamo braccia e gambe, inventiamo canne di bambù per respirare, cerchiamo di dare tutto quello che abbiamo per tirare avanti la baracca, ma la barca affonda. Perché questi esseri “senza spina morale” hanno avvelenato l’aria, l’atmosfera è guasta e non esistono maschere antigas abbastanza potenti per riuscire a sopravvivere… ché senza aria si muore. E ha ragione Inteso quando dice che ci sono giovani ancora in scia, che non si rendono conto che questo sistema è al collasso e forse l’unica strada sarebbe disfarsi delle macerie e rimboccarsi le maniche per costruire qualcosa di diverso. Allora ti viene voglia di smettere di lottare, lasciarti sommergere e arenarti sul fondo. Però Swann non ce la facciamo. Ci arrabbiamo ancora e urliamo e dimeniamo braccia e gambe e andiamo contro la corrente e… perché non possiamo permettere che ci rimanga il niente che è rimasto a loro.

  9. ChiaraC ha detto:

    92 minuti di applausi.

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