Tutti gli uomini dovrebbero danzare

Pare che Rudolf Nureyev abbia detto: “tutti gli uomini dovrebbero danzare”. E non lo facciamo già? Cambia solo la musica sulla quale danziamo, e il ritmo che adottiamo.
Il mondo dovrebbe più simile ad un juke-box, dove chiunque possa introdurre una moneta di poco valore e scegliere la musica che vuole ascoltare, le note che vuole ballare. La nostra danza, invece, somiglia di più a quella degli orsi nei circhi, che sono costretti a stare eretti su due zampe e pestare a terra quintali di peso al ritmo di musiche sempre uguali. Ora, chi è l’addestratore? Chi riduce i nostri orizzonti ai lembi di un tendone colorato?

C’è così poca passione negli occhi che incrocio per strada, c’è così tanta ripetizione nei gesti che vedo compiere, che le giornate mi sembrano un ballo di gruppo: pochi passi semplici su note insignificanti, solo per strappare un sorriso, per avere l’illusione di essere capaci, di fare parte di qualcosa.

Se potessi guardare le cose dall’alto, non mi spingerei oltre la barriera del suono, ma mi librerei nell’aria e rimarrei fermo, sospeso, a guardare le vite degli altri. Ascolterei il silenzio, e forse allora capirei il motivo di tanto affanno. Sospetto che scoprirei che siamo prigionieri di una giostra, che gira in tondo veloce mentre il mondo intorno è al passo e, se solo potessimo scendere, vomiteremmo, piegati in due, tutte le schifezze che abbiamo mangiato. Lasceremmo il luna park, un po’ vuoti, un po’ molli, ma incontreremmo sui nostri passi la luna e le stelle nella volta del cielo e ci accorgeremmo che siamo saliti su una giostra più grande, a cui però non possiamo imporre il nostro ritmo, e questo è un bene. Nel tempo di rivoluzione di un pianeta, possiamo inserire le nostre danze senza che sembrino convulsioni patite su un carosello troppo veloce, troppo pieno di luci intermittenti.

Tutti gli uomini dovrebbero danzare. Vorrei vederli improvvisare, cercare il proprio ritmo, fondersi e disperdersi, cercarsi, essere goffi ed essere armoniosi. Ballare da soli, bastare a se stessi. E, solo allora, ritrovarsi.

Voglio vedere danzare anche te, amore mio, ancora una volta. Voglio vederti danzare, come le zingare nel deserto.

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16 risposte a Tutti gli uomini dovrebbero danzare

  1. tiols ha detto:

    Bel post.
    E soprattutto Battiato. Punto.

  2. Dan ha detto:

    La prima cosa che mi viene in mente leggendo questo bel post é la citazione (un po’ inflazionata; scusate per la mancanza di originalità…) di Nietsche:
    “man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können”
    (bisogna avere ancora un caos dentro di sé per poter partorire una stella danzante).
    La danza prende forma dal caos che ci rende vivi. Qualche volta ci va bene e danziamo; altre volte il caos ci spaventa, e la paura ci spinge all’autocensura e alla “normalità” rassicurante di qualsiasi ovvia routine…

    Finisco con una provocazione musicale; buon caos a tutti 😉

  3. C’è anche la danza isterica, o quella dove muovi solo gli organi interni.

  4. tramedipensieri ha detto:

    Mi ricorda il libro di Atzeni “camminavamo sulla terra leggeri..” ed era come danzare.
    Danzavamo già, solo per il fatto di non aver nulla, niente di tutto ciò che ora\oggi abbiamo.

    bellissimo post e Battiato lo adoro.
    grazie
    .marta

  5. tiZ ha detto:

    se solo volessimo sentirci liberi di danzare….
    lo vogliamo veramente?

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