“Una fretta di mani sorprese a toccare le mani”

Ché dev’esserci un modo di vivere senza dolore. Deve esserci un sentiero nei campi, nascosto, stretto fra due pareti di erba alta, su cui esseri che camminano eretti possano compiere il loro cammino senza calpestarsi a vicenda. Deve esserci una luce, in questo giorno morente, in cui una corsa degli occhi negli occhi non riveli che invece è soltanto un riposo del vento, un odiare a metà. Perché che alla parte che manca si dedichi l’autorità, a questa verità, io temo non si possa scampare.

Sono stanco di odî e rancori. Sono stanco di sospetti e sotterfugi. Sono stanco di constatare che, per essere uniti, abbiamo bisogno di un nemico da combattere, che per coalizzarci abbiamo bisogno di un fronte, che non siano sufficienti la morte e il dolore a tenerci coesi.

Ho sempre pensato alla vita come ad una sfida con se stessi. Un lungo allenamento per disputare un’unica gara e poi, semplicemente, il riposo. Il tentativo di spingersi sempre un po’ più avanti, come nei sogni in cui non raggiungi mai la meta, e la strada si allunga sotto i piedi come un elastico. Adesso penso che noi siamo solo, assurdamente, l’anti-vita. Siamo il bug del sistema, siamo la negazione dell’amore, siamo i nemici dell’armonia. Guardo gli altri animali, vedo come sono capaci di vivere esistenze che noi definiremmo perfettamente felici, senza avere nulla di quello che noi chiederemmo di avere, per essere perfettamente felici, compresa la libertà, e altre menzogne.

Io stasera mi siedo dall’altra parte della barricata, e decido che la mia volontà di comprensione è finita, e voglio solo che tutto si consumi da sé, che ognuno finisca per mettere i piedi nei propri escrementi, come mi attendo che sia.

Io stasera mi metto a gambe incrociate e aspetto di ricevere la punizione per il mio peccato originale: non ho più voglia di riscattarlo, di capirlo, di salvare qualcuno. L’odio ci ha già seppelliti. Attendo solo che il tempo pianti l’ultimo chiodo sulla bara dell’umanità.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Riflessioni e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

24 risposte a “Una fretta di mani sorprese a toccare le mani”

  1. ludmillarte ha detto:

    tristissimo, più che mai vero, condivisibile,….malgrado tutto no alla resa. almeno…non ancora anche se forse è più che mai stupido.
    complimenti sinceri e abbraccio

  2. ladykhorakhane ha detto:

    Tutto ciò che hai scritto è tristemente vero. E la scelta della canzone è più che mai azzeccata.
    Comunque, De André ci dice anche che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.
    Un abbraccio,
    Ilaria

    • swann matassa ha detto:

      sapevo che avresti apprezzato la colonna sonora.
      il problema, credo, è che gli uomini da sempre si pensano diamanti.

      • Silver Silvan ha detto:

        “Ho sempre pensato alla vita come ad una sfida con se stessi.” Ho il sospetto che sia il suo avversario più temibile. Quando l’ho letta, ho pensato che la considero da sempre una cosa orrenda, quella della sfida con se stessi. Non bastasse, quando vai d’accordo con te stesso, la sfida la rivolgi a qualcun altro. Una guerra continua. La compatisco.

  3. rideafa. ha detto:

    mi occorrono almeno tre letture per riuscire a farlo entrare tutto in testa.

    • swann matassa ha detto:

      ti è andata bene, di solito sono più prolisso.
      io i tuoi scritti li leggo anche più di tre volte, e con costrutto.
      in compenso mi rendo conto che io sto diventando ripetitivo. ma forse è il destino di tutti: finiamo col battere la testa sempre nello stesso muro.

      • rideafa. ha detto:

        swann, il giallo dei tuoi capelli è un pò chiassoso.
        so che questo può non entrarci nulla, ma un pò si. sei vestito di verde, e indossi con grazia il giallo che è un colore difficile, è quasi un impegno, nell’immaginario coloriamo il sole di giallo.

        e io penso che l’attenzione che tu ci metti nell’osservare, e non per compiacere il tuo spessore decisamente raro, non sia neppure solo un raccontare di come l’indecenza avanzi irrimediabilmente e tutti ne saremo seppelliti, ma al contrario sia un segnetto, una cordicina, una specie di allarme, e chissà che qualcuno non prosegua quel segnetto, non afferri la cordicina e non trovi un modo per svegliarsi.

        a me la tua ostinazione, nel caso, piace assai.

        • swann matassa ha detto:

          vedi, da un po’ di tempo rifletto sul fatto che mi sono venuto a noia, e che per questo non mi va tanto di scrivere sul blog. insomma, le persone che condividono con me il quotidiano sono costrette a sopportarmi, ma io no, non sono tenuto a scrivermi e a rileggermi. che poi io mi vengo a noia perché mi viene a noia tutta una certa umanità, e non posso fare a meno di trattarla, è più forte di me. però non me ne vado ancora da qui, perché ogni tanto mi capita uno scambio di battute, una lettura, come quelli che ho con te e con pochi altri, che però è abbastanza. mi piacerebbe che ci fosse addirittura la possibilità di aggrapparci a quella cordicina che dici tu, un certo numero di noi, ma non so come fare e mi limito a provare ad imparare qualcosa, a capire, che poi è l’unica cosa che faccio nella vita da sempre, forse. sarà inutile, ma continua a piacermi, e questo mi provoca una sorta di tormento e di odio-amore, perché vorrei fare di più. però resto in giro, almeno finché ci sono isotopi radioattivi e amenità simili.

          • rideafa. ha detto:

            io ti ringrazio, swann. per la capacità che mostri di differenziare. e non perchè, o non solo almeno, differenzi me che a conti fatti non mi ci sento buttata in una rete nella quale l unica istruzione in cui mi riconosco è quella di liberare i pesci che non sono entità incorporee, ma per il fatto che mi sembra, leggendoti, che tu lo faccia per un certo, ormai, raro riguardo per l umanità ancora da scoprire.

            tengo la cordicina, non stretta, ma la tengo.

  4. nella sua melanconia, di una bellezza disarmante (per non parlare della colonna sonora, così amalgamata al testo, per altro). io però mi siedo al tavolo con te (birra davanti, ovviamente) e faccio da contraltare al tuo sguardo nero sull’umanità di oggi. “Armarsi di: pazienza, ossigeno, immaginazione. Speranza no, quella è controproducente. Scarponi e zaino semivuoto, camminare domandando.” (cit.)

    • swann matassa ha detto:

      il cielo sa se ho bisogno di un contraltare! senza, finirei con l’odiare anche me stesso!
      intanto, la pazienza mi ha reso impaziente, l’ossigeno alimenta i fuochi e l’immaginazione… quella spero non mi stia ancora venendo a mancare.
      ma ci lavoro, adp, ci lavoro (che birra prendiamo?)

  5. tiZ ha detto:

    che meraviglia..

  6. newwhitebear ha detto:

    Fatico a riconoscermi nelle tue parole. Forse perché penso positivo anche quando tutto va a rotoli non riesco a immedesimarmi nel tuo post, anche se si deve onestamente riconoscere che esite un grosso sottofondi diverita nelle tue parole.

  7. tramedipensieri ha detto:

    A volte la comprensione viene meno…ma sono attimi ..poi tutto si rincompone, si trovano altri gesti, vere parole…ed questo che ci fa stare sempre dove c’è il bello e vero dell’uomo.
    D’altra parte Noi siamo così, no….?

    • swann matassa ha detto:

      mi sono detto spesso – e davvero – che cerchiamo e vediamo il bello e il vero nell’uomo solo perché siamo uomini, e che non c’è modo di dimostrare che, ad uno sguardo esterno, non saremmo altro che dei parassiti. ma poi, come dici, “siamo così”, quindi se anche fossimo parassiti, da parassiti ci toccherebbe (e ci tocca) vivere.

  8. shaintalle ha detto:

    come hai fatto?
    come è possibile che tu sia riuscito così bene a fare ordine tra i miei pensieri?
    io non sarei mai riuscita a tirarli fuori così bene, per fortuna ci hai pensato tu.
    hai sensibilità, ragazzo, e se stanotte una persona lontana 200 km da te non si è sentita sola significa che un antidoto all’odio e all’isolamento c’è, raramente ma c’è.
    bravo, sono piacevolmente stupita.

    • swann matassa ha detto:

      grazie, soprattutto per il “ragazzo”.
      gli antidoti ci sono, sicuro. penso solo che io la mia partita la perderò. sia chiaro che questo non mi impedisce di amare la vita, eh.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...