Né dio né padroni

Questo post è dedicato a voi. A voi comunisti della domenica, a voi anarchici del sabato sera (dopo il terzo drink, s’intende), a voi democratici de “la democrazia è la forma di governo perfetta”, a voi moderati e anche a voi destrorsi, sì, voi definitevi pure da soli come vi pare (gli elettori del PD sono inclusi in quest’ultima categoria, insieme ai berluschini).

Poiché oggi è la “festa della repubblica” (il minuscolo è voluto), mi va di dedicarvi due righe, all’idea che, con posa intellettuale, in queste ore abbiate rivolto un pensiero commosso alle vite spese nella deposizione della monarchia. In queste due righe voglio dirvi che quelle vite non sono state spese sull’altare della democrazia, ma sull’altare della lotta per la libertà, che la lotta non finisce mai e che la libertà è un diritto che non abbiamo ancora conquistato e che perciò, invece di difendere, dovremmo attaccare.

Poiché poi una settimana fa si sono tenute le elezioni europee, e voi vi siete esibiti in una sequela ancora più commovente di: apologia del voto, supporto gratuito (ma anche no) alla campagna elettorale di tizio o di caio, insulto o denigrazione dell’avversario politico, poiché avete fatto tutto questo e altro ancora, mi va di dedicarvi altre due righe. In queste due righe voglio dirvi quello che vi avrebbe detto Thoreau: “Può darsi che io dia il mio voto in base a ciò che considero giusto; ma non è per me vitale che il giusto prevalga. Sono disponibile a lasciare ciò alla maggioranza. L’impegno del voto, dunque, non va mai oltre quello della convenienza. Persino votare per il giusto è un non fare niente per esso. Significa solo manifestare debolmente agli uomini il desiderio che il giusto debba prevalere. Un uomo saggio non lascerà il giusto alla mercé del caso, né desidererà che esso prevalga mediante il potere della maggioranza”.

Infine, ispirato dal fatto che la moda del momento è la caccia al grillino, mi va di dedicarvi le ultime due righe. In queste due righe voglio dirvi che non è vero che la mia libertà finisce dove inizia la libertà di un altro, perché, se così fosse, sarebbe legittimo allargare le libertà di alcuni a discapito di quelle di altri, che poi è esattamente quello che avviene; perché la vita sociale non è una scacchiera in cui dobbiamo dividerci le caselle e non dovrebbero esserci confini neanche sulle carte geografiche. Voglio dirvi che la libertà dell’individuo è reale solo se tutti gli individui sono liberi allo stesso modo, che voi siete davvero liberi solo se lo sono anch’io, e tutto il resto dell’umanità, e che la libertà richiede l’uguaglianza, e che l’uguaglianza richiede la solidarietà. Voglio dirvi che quindi tutto quest’astio nei confronti degli avversari politici fa di voi dei nemici della libertà e che questo vostro senso di superiorità non vi identifica come delle élite intellettuali, ma come semplici uomini in catene.

Voglio dirvi che se credete che queste siano utopie, che bisogna essere pragmatici, che homo homini lupus e qualunque altro squallido luogo comune vi venga in mente, può darsi abbiate ragione voi, e io torto. Ma che in quel caso sono addolorato per voi.

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17 risposte a Né dio né padroni

  1. ecoarcobaleno ha detto:

    …voi siete davvero liberi solo se lo sono anch’io, e tutto il resto dell’umanità, e che la libertà richiede l’uguaglianza, e che l’uguaglianza richiede la solidarietà.
    Se solo capissimo e non dimenticassimo mai quanto siamo interdipendenti…

  2. amoreplatonico ha detto:

    Hobbes sul finale però è tantissimo amore in più per queste tue parole.

    • swann matassa ha detto:

      diciamo che al signor hobbes facevano difetto alcune nozioni di sociobiologia. a questo va aggiunto il fatto che alcuni concetti del passato sono stati ultra-semplificati e sono entrati nel linguaggio comune come veicoli di banalità. mi viene in mente anche machiavelli e il fine che giustifica i mezzi, ad esempio.

      • amoreplatonico ha detto:

        Esatto. Ho scoperto tra l’altro anni dopo averlo studiato che lui diceva questa cosa dell’homo hominis lupus. Però ogni tanto mi viene uno schizzo e vorrei leggere bene tutto.
        La morale spiccia è qualcosa di fantastico (ironia).

  3. dupont651 ha detto:

    BRAVISSIMO, concordo in tutto!!!!!
    Ciao
    Marta

  4. intesomale ha detto:

    e in quel caso ad essere addolorati siamo in due

  5. Erre ha detto:

    “In queste due righe voglio dirvi che non è vero che la mia libertà finisce dove inizia la libertà di un altro, perché, se così fosse, sarebbe legittimo allargare le libertà di alcuni a discapito di quelle di altri, che poi è esattamente quello che avviene; perché la vita sociale non è una scacchiera in cui dobbiamo dividerci le caselle e non dovrebbero esserci confini neanche sulle carte geografiche. Voglio dirvi che la libertà dell’individuo è reale solo se tutti gli individui sono liberi allo stesso modo, che voi siete davvero liberi solo se lo sono anch’io, e tutto il resto dell’umanità, e che la libertà richiede l’uguaglianza, e che l’uguaglianza richiede la solidarietà”.

    Grazie…

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