Masaniello (di amore, di odio e di disperazione)

È successo questo. Nella villa comunale di Frattamaggiore, un cane di corporatura robusta indossa il collare ma è libero, senza guinzaglio. Si avvicina ad un cane del posto, uno piccolo, esile. Si annusano, si accapigliano, come accade talvolta fra cani. Attirati dal trambusto, accorrono il padrone del cane di grossa taglia e una guardia giurata. Arriva prima la guardia giurata. Sfodera la pistola d’ordinanza e fa fuoco a bruciapelo sul cane grosso, uccidendolo sul colpo. Gli spara così da vicino che il proiettile ne trapassa il torace massiccio da parte a parte, viene ritrovato al suolo. Il padrone del cane è inconsolabile, piange come un bambino, erano compagni inseparabili da nove anni. La vittima si chiamava Masaniello, era un pitbull. Era la mascotte di Frattamaggiore, lo conoscevano tutti, era un cane docile che girava senza guinzaglio, giocava con i bambini, si lasciava vestire con occhiali da sole, cappelli, magliette del Napoli. Qualche tempo fa, per il suo compleanno, gli avevano preparato una torta di crocchette con tanto di candelina, e lui si era messo diligentemente in posa davanti alla fotocamera, resistendo alla tentazione di affondare il muso nella scodella. Foto e filmati lo immortalano mentre fa il giro delle consegne di mozzarelle sul furgoncino di un amico, o mentre gioca in spiaggia con dei ragazzini. Lo amavano tutti, ne aveva paura nessuno. Per nove anni è stato un amico come i cani sanno esserlo: chiedendo poco, donando tutto. Non aveva mai fatto del male ad alcuno. Dopo nove anni, nella sua vita è intervenuto il male nella forma in cui gli uomini sanno rappresentarlo: la violenza gratuita, l’odio, la vigliaccheria.

A volte, mentre di notte non riusciamo a dormire e fissiamo il soffitto, ci chiediamo cosa sia l’amore. A volte, quando ci giunge la notizia di una qualche violenza, ci chiediamo il perché dell’odio. Le risposte a queste domande sono in questa storia. Sono nelle emozioni assolute che i cani provano e suscitano, sono nelle passioni malsane che spesso consumano gli uomini, che sono marci come frutta caduta.

Non so per quanti uomini siamo in grado di conservare intatto il nostro amore negli anni, per quante persone conserviamo il senso di vuoto per l’assenza e l’attesa dell’incontro, quando ci allontaniamo. Il padrone di Masaniello, quando era via per lavoro, invocava il suo amico, fremeva al pensiero di ritrovarlo, una volta rientrato a casa. Non so neanche cosa ci fosse nella testa dell’uomo che ha sparato. Non so se è solo follia, violenza repressa, o smania di protagonismo, delirio di eroismo, istigato da questi media senza etica, senza coscienza e senza intelletto che infestano questo paese e questo mondo e contribuiscono a renderlo il cadavere putrescente che è oggi. Quei media che hanno condotto per anni una battaglia mediatica contro alcune razze di cani, solo per inseguire una notizia, esattamente come fanno contro delle etnie, o delle correnti politiche, o qualunque altra cosa faccia comodo distruggere a loro, o alla classe dirigente di turno.

Quello che so è che questi sono i nuovi mostri. Non grandi cattivi, non geni del male, ma persone comuni, che sono fra noi, che siamo noi. Persone che si vestono una mattina, si abbottonano la camicia e si allacciano una pistola, o un pensiero di odio, o una volontà di vendetta, o una speranza di violenza. È il lato oscuro che emerge, e che spero prima o poi ci sommerga, ci spazzi via.

Potete trarne la morale che volete. Potete pensare, ad esempio, che non si può dare un’arma in mano ad un uomo che la userà con tanta superficialità, in un luogo pubblico, in presenza di bambini, per dirimere una banale zuffa fra cani. Potete pensare che un uomo così debba pagare una pena. Potete pensare anche che tutto questo clamore è eccessivo, per un cane, e che i pitbull sono pericolosi davvero, e che dovrebbero essere soppressi, in effetti. Potete pensarlo perché essere stupidi non è reato. Non lo è neanche essere malvagi, né avere l’anima nera come il carbone.

Quello che penso io, invece, è che le cose hanno un senso solo quando c’è di mezzo l’amore, che quando incontrano l’odio lasciano solo disperazione, e che la vita, così, non ha senso.

compleanno masaniello

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19 risposte a Masaniello (di amore, di odio e di disperazione)

  1. sherazade ha detto:

    La banalità del male (odio) e un suo piccolo mero esecutore così come Hannah Arendt trattò il processo a Eichmann.
    Ho una cana e vado quotidianamente al parco. Ci sono pitbull maschi e femmine nel gruppo e sono dei cani docili e affettuosi come gli altri.
    Questa storia, anzi questo fattaccio mi ha molto scossa perchè ove mancasse è l’ennesima riprova del danno che creano disinformazione e malafede ma sopratutto la discriminazione.
    Un cane di piccola taglia può essere assai feroce e ‘rompiballe’ al punto che anche il più docile labrador si fa saltar la mosca al naso.
    Era meglio leggevo domani.
    UN mio abbraccio e la mia solidarietà agli amici di Masaniello, al suo compagnio di vita dico di non lasciare passare tempo e trovi un altro amico perchè Masaniello resterà nel suo cuore anche tra dieci anni ma noi, oggi, abbiamo bisogno del loro amore incodizionato.

    sherabuonantteunpo’triste

    ps. non rileggo

  2. Commovente, davvero. Molte vite un senso ce l’hanno, ma spesso sonno soffocate da quelle di persone che hanno fatto della loro esistenza una grandissima e inutile occasione perduta.
    Complimenti amico mio.

    • swann matassa ha detto:

      a volte il mondo mi sembra solo una grossa gabbia troppo piena, in cui non riusciamo più a fare a meno di calpestarci a vicenda. ma questo l’abbiamo fatto noi, siamo noi i responsabili, in troppi sono vittime innocenti. non credo ci sia una via d’uscita, ma non posso fare a meno di rimanere colpito dal dolore, dal disagio, dall’odio e dalla violenza. e non so che altro dire.

  3. panph ha detto:

    e che cosa è successo all’uomo che ha sparato? niente ?

  4. szandri ha detto:

    L’ultima frase che hai scritto.. mi piace moltissimo e anche io la penso così.

  5. newwhitebear ha detto:

    I cani di norma non sono di indole cattiva o aggressiva ma siamo noi uomini che spesso, troppo spesso, li trasformiamo. Come? Attraverso incroci o con l’addestramento oppure coi maltrattamenti.
    I pitbull, come altre razze canine sono classificati come aggressivi. Ma sarà proprio vero?
    Povero Masaniello.

    • swann matassa ha detto:

      mi sento di dire che non è per niente vero. io non ho mai paura dei cani, spesso ho paura dei loro padroni. e al male che causiamo spesso non c’è rimedio.

      • newwhitebear ha detto:

        Credo che tu abbia equivocato. Se un cane è aggressivo, e ce ne sono, la colpa è nostra, diciamo dei padroni o di chi li ha addestrati.
        Il non aver paura è un altro discorso. Anch’io non ne ho ma a volte è più prudente non avvicinarsi. Dove abito, sono tutte villette, di cani ce ne sono uno per giardino. Ti posso assicurare che alcuni ringhiano furiosamente solamente passando dall’altra parte della strada. Tu potrai non aver paura ma sono imprevedibili e tutto sommato è meglio non avvicinarsi troppo, perché sono stati addestrati per considerare tutti fuorché i padroni delle potenziali minacce. Ecco, questo volevo dire.

        • swann matassa ha detto:

          no no, io avevo capito quello che volevi dire, ed ero d’accordo. i padroni fanno paura in quanto sono loro la vera fonte dell’aggressività dei loro animali. comunque tieni conto che i cani da guardia in linea di massima sono pericolosi all’interno del loro territorio: devi averne giustamente paura se varchi il cancello della villa. fuori di lì, perderanno tutta la loro furia

  6. rideafa. ha detto:

    ho letto e riletto. è atrocemente lucido, eppure c’è dentro un livello più emotivo, non buonismo di maniera, non di pancia immediata.
    è di una delicatezza rara.

    • swann matassa ha detto:

      ti ringrazio sinceramente per queste parole.
      in generale, quello che manca a quello che scrivo è dettato esclusivamente dai miei limiti comunicativi, perché dietro non c’è un calcolo o un fine “deviato”, questo mi sento di sottolineare. dico solo quello che penso, solo quando una cosa per me conta. se a qualcuno interessa e se stimola una discussione o una riflessione, allora assume un valore aggiuntivo -importante- perché meno soggettivo.

  7. verbasequentur ha detto:

    Che dolore infinito. Peggio della perdita c’è solo la perdita “per niente”, come in questo caso. Io lo capisco il tuo amico, anche a me hanno ucciso l’amatissimo cane con una fucilata, e manco senza la scusa dell’averne paura, era uno scricciolino che non mi arrivava al ginocchio. Ho ancora la sua foto in studio (sono passati più di 20 anni), nell’unica cornice d’argento di tutta la casa.
    La cattiveria non ha bisogno di motivi, la cattiveria è dentro le persone, è come avere gli occhi azzurri o gli occhi marroni.
    E le persone dovrebbero sapere, soprattutto, che la maggior parte dei pittbull sono veramente pericolosi… ma solo se sei una ciabatta.
    Ti abbraccio forte.

  8. Learco ha detto:

    Ecco io non lo so. Sono fatto un po’ così, credo si chiami pietà, ma proprio faccio fatica a giudicare. Cerco sempre di immedesimarmi e alla fine mi succede di trovare delle cause, sotto quello che sembra Il Male, che sono cause diverse e tristi. Come la stupidità. Come l’ignoranza, l’avventatezza, la paura. Cause umane, cioè proprie di questo essere a volte meraviglioso, ma anche debole, fragile. E allora provo un po’ di pietà. Poi per carità, ci sono anche casi in cui hai davanti Il Male, chissà. C’è un pezzo del Werther che mi piace molto, che fa così:
    “Intanto, a proposito di questa piccola questione, ho osservato che l’incomprensione reciproca e l’indolenza fanno forse più male nel mondo della malignità e della cattiveria. Almeno queste due ultime sono certo più rare.”
    Ecco. Scusa questa premessa, è che quello che hai scritto mi è piaciuto moltissimo, però non potevo dire solo questo, ché mi sembrava di dire Al rogo l’uomo cattivo. Questo non vuol dire che dalle tue parole venga fuori questo grido. Sei stato molto delicato. È che devo specificarlo per forza, forse più per me che per gli altri, altrimenti non riesco a dire niente. Che tu potresti dirmi Allora taci. E avresti ragione, solo che ormai ho già scritto tutto il commento, mi dispiacerebbe cancellarlo, si offenderebbe.
    Io volevo solo dire che il giudizio lo sospendo, non ne so niente. Ciò detto.
    Quello che hai scritto e il modo in cui l’hai fatto mi è piaciuto moltissimo. Davvero.

    • swann matassa ha detto:

      beh io ti ringrazio per tutto, sia per i complimenti che per il commento in sé e per le riflessioni che contiene, che, coerentemente con quanto detto altrove, sono “inconclusive”, ma significative proprio per questo. io, a costo di togliere un po’ di “delicatezza” (come l’hai definita) a quello che ho scritto, mi sento solo di aggiungere che vedo proprio poco di meraviglioso nell’uomo. c’è sempre qualcosa da salvare, se si guardano le cose da questa prospettiva, ma l’aggettivo “meraviglioso”, ti dirò, me lo conservo per altre forme di vita

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