Dubito

La definizione più vicina alla mia concezione della vita in cui mi sia imbattuto porta la firma di Sören Kierkegaard: “Io sono una cavia d’esperimento per l’esistenza. Ciò che io sono è nulla. Questo procura a me e al mio genio la soddisfazione di conservare la mia esistenza al punto zero, fra il freddo e il caldo, fra la saggezza e la stupidaggine, fra il qualche cosa e il nulla, come un semplice forse“.
Io sono una cavia, io sono un nulla, io sono un forse.
Attorno a me, eserciti di soloni che, al contrario, sanno benissimo com’è fatta, la vita, che sono molto di più che nulla, che sono qualcosa, o – più frequentemente – qualcuno, che sono tutto tranne che un forse, che sono portatori di certezze, che sono certezze essi stessi. Sono abituato a pensare a molti di loro come ai sapienti di Socrate, quelli che non sapevano neanche di non sapere. Questi non sanno di non essere, di non essere nessuno, di non valere nulla, che non si vive di certezze.

Il dubbio è il metro che misura le distanze tra i miei respiri e i miei pensieri. Trovo che dubitare sia una cosa meravigliosa, ma non il dubbio rassegnato, quello dell’eterno indeciso, bensì il dubbio curioso, quello abbinato alla continua ricerca. Una ricerca compiuta coi sensi, con la mente e col cuore, tutto insieme, riunendo gli opposti, ricomponendo il mosaico, sospendendo il giudizio, l’incredulità, perfino il rigore di una mente evoluta.

“Chi dubita trova contraddizioni e manchevolezze in tutto quello che viene pensato, perché conosce l’armonia della perfetta bellezza, che non è mai pensata. Il pane secco che la ragione umana gli offre con buona intenzione, egli lo disdegna, perché banchetta segretamente alla tavola degli dei.” (Friedrich Hölderlin)

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12 risposte a Dubito

  1. bortocal ha detto:

    forse un I like è troppo poco; diciamo che questo commento vale come un I like rafforzato… 🙂

  2. chiaralorenzetti ha detto:

    L’approccio alla vita di Kierkegaard mi affascina molto.
    E il dubitare è fonte di vita, continua ricerca.
    Solo lo stolto si appaga delle sue certezze.
    ciao

    • swann matassa ha detto:

      nel libro di luciano de crescenzo c’è un dialogo fra due: “solo gli stupidi non hanno dubbi”. “ne sei proprio sicuro?”. “non ho alcun dubbio!”. ecco, il difficile del dubitare è saper dubitare anche di quando è giusto dubitare. è un po’ complessa come cosa, ma funziona così!
      ciao chiara!

  3. labloggastorie ha detto:

    Condivido.
    Certe volte c’è più senso nel forgiare la chiave piuttosto che nell’aprire la porta. E la vita per me è proprio la ricerca della porta.

  4. swann, quando io e te ci troveremo a bere una birra (perché guarda che ci vengo dalle tue parti, presto) secondo me pure la birra dubiterà di essere dentro al bicchiere, in onore alla complessità. 😛

  5. newwhitebear ha detto:

    Il dubbio come fonte di incitamento a scoprire quello che sta intorno a te è una molla fantastica. Dunque il dubbio positivo e non quello negativo di macerarsi in mille incertezze.

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