Riposo

I medici curano, Dio guarisce. Oh sì, vorrei crederci.

Vorrei poter contare su un dio che sorveglia, su un dio che ama. Come sarebbe confortante la fatica, come sarebbe affrontabile il dolore, come sarebbe leggera la responsabilità, se solo sapessi che c’è qualcuno che rimette tutto in ordine, quando il tempo è finito.

Qualche volta ho provato a immaginare che la fine sia veramente riposo, come qualcuno ipocritamente la chiama, come qualcuno tristemente s’illude che sia, decidendo di metter fine alla fatica, al dolore. Ho provato a vedere i luoghi dell’oblio come luoghi in cui l’oscurità non fa paura, come la mia camera da letto, quando spengo la luce e ho le coperte che mi tengono caldo, e i respiri delle vite che amo, accanto a me, mi tengono compagnia. Ho provato a immaginare che non faccia freddo, che non ci sia solo nulla, o che quel nulla sia qualcosa, non negazione.

In passato ho persino provato a credere. Mi sono detto alcuni lo fanno, si può. Potrebbero avere ragione. Ma non ce n’è di spazio, dentro di me, per le autoindulgenze. Così le ho sempre viste, le speranze della fede.

Mi dico che col tempo si accetta. Si impara a conoscere la vita, e perciò s’impara anche ad accettare la morte. Ma invece non cambia mai nulla. Quando vedo finire una storia, quando un pezzo di realtà si piega su se stesso, si accartoccia e sparisce, come la plastica nel fuoco, ne sento l’odore, ne vedo scaturire il fumo – denso e scuro, che non si può respirare.

Allora vorrei solo richiudermi in me stesso e non ascoltare più alcuna voce. Vorrei non sentire il richiamo ed il canto del silenzio e del buio. Vorrei non dover essere cullato dal vacillio della vita. Vorrei potermi rannicchiare per una volta ancora in un ventre caldo e tornare a non pensare a nient’altro che alla vita che deve ancora accettarmi. Vorrei non essere nulla, non avere pensieri, non avere futuro, non avere destino. Vorrei per una volta ancora non essere me stesso e non essere condannato a pensare. Vorrei che per una volta la vita fosse riposo.

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37 risposte a Riposo

  1. elinepal ha detto:

    Ti capisco bene.

  2. labloggastorie ha detto:

    Quando si parla di fede il discorso è difficile per me. Di fronte a chi mi para davanti scienza e ragione io rimango muta perché non so argomentare il contrario, non tiro fuori le sacre scritture per un testo contro testo, ma sono tra le persone che hanno fede e che non accettano semplicemente la morte come il luogo del riposo eterno. Attraverso la fede ho accettato semmai la mia umanità nel gridare la rabbia. Non credo neanche che le speranze della fede siano autoindulgenze come fossero formule matematiche peccato+pentimento=perdono.
    Perdonare è quasi più faticoso che amare.
    La mia immagine di Dio è una sorta di energia, un super amore. È per quanto infantile possa sembrare è questo che mi consente di riposare.

    • ecoarcobaleno ha detto:

      Mi collego alla “labloggastorie” per dire che anch’io senza tirare per le lunghe i vari passaggi che ho attraversato al momento credo nell’esistenza di una forma di energia universale, una spinta vitale in tutti noi. In questi giorni riflettendo un po’ anche sui dualismi in generale a cui un po’ sono allergica, intendo a quelli netti. Tipo bene/male…ma mi rendo conto che, non so bene se sia secondo logica, comunque credo i dualismi così come la vita/morte hanno la funzione, il compito di ricordarci di essere individui finiti e che un giorno finiremo, quindi di apprezzare, amare e difendere la vita più che possiamo. Se vuoi chiamala illusione la nostra energia non morirà mai.
      Ho una lettera che scrissi a Dio un po’ di tempo fa mi sa che la tiro fuori per voi 🙂

      • swann matassa ha detto:

        ti dirò che io non corro proprio il rischio di dimenticare che siamo “individui finiti e che un giorno finiremo”! la tua visione di “energia” non mi è estranea. mi è rimasta impressa sin dai tempi del liceo la definizione del termine greco psyché: non tanto “anima”, quanto “soffio vitale”. trovo l’idea molto bella, anche se non consolatoria.
        mi sa che prima o poi la scrivo anche io una letterina a dio…

    • swann matassa ha detto:

      vedere la speranza come un’autoindulgenza è l’atteggiamento tipico di chi non ha speranza, vorrebbe costruirsela, e nell’artificiosità di questo gesto vi riconosce – se è onesto con se stesso – una autoindulgenza. quindi è un problema mio: non giudico certo chi crede, addebitandogli debolezza. in effetti, ho sempre un po’ invidiato chi crede a qualcosa che assomigli a un dio. non quello cristiano, no, quello non lo auguro a nessuno, mi sembra un dio crudele, e mi sembra tanto più ipocrita che di un dio crudele si debba poi anche dire che “è amore”.

      • labloggastorie ha detto:

        Che tu non giudichi chi crede è evidente nel post e neanche io giudico chi non lo fa o non ci riesce. È più importante porsi il problema. Il dubbio è pensiero perciò lo apprezzo. Di ipocrisie ne è piena la religione ma non do a Dio il potere di sconfiggere i cattivi -come se fosse il supereroe di gotam city- per quanto avviene attorno a me o a me.
        Credo al bene ed al male. All’amore e al suo contrario. Ho fede perché lo sento e non ti so dare il perché, è come se mi chiedessi il motivo per cui amo. Io amo perché amo.

        • swann matassa ha detto:

          mi sembra l’unica risposta possibile. d’altro canto, io credo all’amore solo nei momenti in cui penso di provarne. anche se questa mi pare la storia dei cento talleri di kant…

          • labloggastorie ha detto:

            Il concetto d’amore quale concetto però esiste anche se tu non lo pensi. E senza entrare nella filosofia che non è roba mia 😦 credo che se io penso ai cento talleri e tu pure magari cambia solo per il fatto che io li penso su un tavolo e tu su una sedia ma entrambi stiamo pensando ai cento talleri. Il concetto è lo stesso ed esiste.
            Ma la mia fede è molto semplice… 🙂

          • swann matassa ha detto:

            🙂 il punto è che possiamo pensare ai cento talleri come vogliamo, ma altra cosa è averli in tasca. Ma questa sì, è filosofia, lasciamo al tempo dimostrare qual è il nostro vero atteggiamento nei confronti della vita

          • labloggastorie ha detto:

            🙂 ma si… intanto però ti voglio ringraziare per questo scambio!
            Buon we! 🙂

          • swann matassa ha detto:

            Grazie a te! Buon w.e.!

  3. perdona il mio materialismo, neanche troppo dialettico (semmai, da deformazione professionale): nell’eterno ponte sospeso tra chi crede che sia dio ad aver creato l’uomo e chi crede il contrario, in ogni caso, a prescindere, c’è il pensiero. non è una condanna, è la biologia.

  4. Wish aka Max ha detto:

    Per me è stato consolatorio riprendere in mano la fisica. E guardando la relatività e la quantistica ho trovato delle armonie meravigliose che, per l’appunto, mi hanno consolato. E come dice adp, c’è il pensiero. Per fortuna.

    • swann matassa ha detto:

      l’armonia ti consola? a me fa pensare al caos che nasconde! lo so, lo so, devo essere di nuovo nella mia fase pessimistica…

      • Wish aka Max ha detto:

        Ecco è proprio lì la consolazione. Che non vedo caos. Vedo un’organizzazione, un ordine, un’armonia. Einstein ha detto che la sua religione era quell’epsilon di differenza tra il modello dell’universo che abbiamo e l’universo. È una cosa è certa, che nel valutare le teorie che tentano di unificare la relatività generale e la meccanica quantistica, superandone le divergenze, una solida corrente di pensiero privilegia la bellezza della teoria. Il che significa andare verso l’armonia e non verso il caos. 🙂

        • swann matassa ha detto:

          c’è tanta armonia anche nella biologia, max, ne vedo. ma è come vedere una forza che ne combatte un’altra. l’armonia è lì come forma di opposizione alla disarmonia. io credo che tutti sappiamo chi vince alla fine, ma voglio prendere in considerazione la tua teoria, secondo cui andiamo “verso l’armonia e non verso il caos” 😉

          • Wish aka Max ha detto:

            Io non sono sicuro di chi vinca alla fine, anche perché è vero che l’entropia aumenta sempre, ma nessuno ancora ha dimostrato che l’universo è in eterna espansione. Sempre per quella questione dell’epsilon che manca… 😉 Ma io sono decisamente un inguaribile ottimista. O meglio, un sostenitore del pensiero positivo secondo il quale c’è sempre qualcosa di buono in qualunque situazione! 🙂

          • swann matassa ha detto:

            sai come si chiude a napoli un’affermazione così solenne? amménn (così: due emme, due enne e l’accento sulla e!)

  5. newwhitebear ha detto:

    La fede? O si crede oppure no. Vie di mezzo non esistono.

  6. ludmillarte ha detto:

    spero non sia successo nulla di estremamente spiacevole Swann. per il resto proprio questa sera facevo pensieri simili. … sì, è un fumo che non si può respirare
    p.s.: “finalmente riposa. per aspera ad astra” questo scrissi anni fa ad un corso (credo sull’analisi transazionale, neanche mi ricordo più!), ma so ben chiaro che la domanda era: cosa scrivereste sul vostro epitaffio.
    dopo queste “allegrie” meglio godersi i bei respiri. un abbraccio

    • swann matassa ha detto:

      “finalmente riposa” è l’epitaffio di chi ha molto sofferto, è molto triste, perché avresti scelto questo? per quanto mi riguarda, non mi piacciono le lapidi. dovrebbe essere consentita ovunque la dispersione delle ceneri, e finire tutto così.

      • ludmillarte ha detto:

        forse ero molto molto stanca. era comunque solo un esercizio di consapevolezza di non so cosa (non mi ricordo più Swann). concordo sul no lapide e sulla dispersione delle ceneri che su richiesta, stranamente, è consentita anche in Italia (per avere quelle di mia madre ho dovuto un lottare, ma ce l’ho fatta)

  7. verbasequentur ha detto:

    Dio guarisce è il significato del mio nome. Quello vero.

    Vieni da mamma! 😀 (un abbraccio)

    • swann matassa ha detto:

      non lo sapevo, ho imparato una cosa nuova! nome di origini ebraiche, a quanto pare. in caso di necessità, spero che con te funzioni!
      (trova un po’ di tempo per i tuoi follower, verba, mi stavo preoccupando!)

      • verbasequentur ha detto:

        Vorrei dire che ho una vita avventurosa, ma la verità è che oltre a qualche piccolo momento di “aggiustamento” nella vita privata, in ufficio stiamo cambiando il gestionale, rifacendolo ex novo. So che è prosaico, ma io vivo – il mio ufficio vive – di quel gestionale, così lavoro anche il sabato, lavoro male, vivo male, me lo sogno di notte, ed il poco tempo libero, all’idea di accendere un pc… brrrrr! 🙂

        • swann matassa ha detto:

          vorrà dire che pazienteremo. e aspetteremo anche che, finito il tour de force, riaggiusti il fuso orario.
          (presumo che “il gestionale” sia un software, perciò a casa vuoi tenere chiuso il pc. ricevuto. io comunque scrivo i post a matita, il suono della grafite sulla carta ha un potere calmante, sul serio)

  8. Silver Silvan ha detto:

    Dio?! Dio chi?

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