Al Diavolo

Ad un certo punto, in quella che nella nostra concezione del tempo noi definiremmo “una mattina”, Dio si svegliò dopo un lungo sonno. Stiracchiò la sua essenza, nel modo in cui l’essenza necessita di essere stiracchiata, cioè allungando la coscienza, e cominciò ad assorbire l’intorno, che è la sua versione di stropicciarsi gli occhi per guardarsi in giro. Era passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che l’aveva fatto, nella vita degli uomini, quindi s’era perso parecchie puntate. Mentre si preparava una bella colazione a base di preghiere e adorazioni, che gli erano state lasciate lì pronte al consumo, e anzi alcune frattanto s’erano anche fatte un po’ vecchie e stantie, cominciò a rimuginare su come affrontare la giornata. Passata la creazione, per lui i concetti di lavoro e di vacanza non facevano differenza, e anzi, da qualche parte nel tempo, s’era ripromesso di aggiustare quella differenza anche nel cuore degli uomini.

Come una storia lasciata a mezzo da uno scrittore, la storia dell’uomo adesso richiedeva una revisione da parte del suo autore. Sgranocchiò le sue preghiere e anche qualche sacrificio col sangue che era rimasto lì sul fondo da chissà quanto tempo e ormai era pure un po’ gommoso, e decise che avrebbe fatto una bella ricognizione sulla Terra per vedere a che punto erano le cose. Perciò affacciò la sua coscienza sul pezzetto di sterco cosmico che aveva a suo tempo disposto in orbita al Sole, e si concentrò.

Bisogna dire che, per essere un Dio, era sempre stato un po’ maldestro. Aveva donato la parola ad un essere senza corredarla di obbligo di pensiero – un banale errore di programmazione che neanche Windows 2000 –, aveva distribuito l’acqua a chiazze, che c’erano posti piagati dalla siccità, aveva messo sull’atmosfera uno schermo di ozono che s’era sforacchiato subito, come neanche un paio di calze di seconda mano. Perciò, quando si dispose un po’ distrattamente a fare la sua ricognizione, chiunque l’avesse visto avrebbe tremato. Sarà questo il motivo per cui si vedono i mistici che, quando hanno le visioni, tremano da capo a piedi e rovesciano gli occhi col bianco in evidenza come in preda ad una crisi epilettica. Insomma, si concentrò, e non fu per un caso che la materia venne a lui, come risvegliata e attratta dalla sua presenza. Sarebbe stato meglio se avesse continuato a dormire.

La coscienza di Dio passò sopra la Florida, ci fu un rapido spostamento d’aria, là dove s’incuneò il suo pensiero, e le tegole si staccarono dai tetti, i cartelli stradali furono divelti dal suolo e le isole furono spazzate dalla bufera. La coscienza di Dio passò sopra le Filippine e le acque si sollevarono, poi si abbatterono sulle spiagge con violenza inaudita appena lui mollò la presa della sua coscienza, come recedendo un filo. Interi villaggi furono spazzati via, insieme a tutti gli esseri viventi che ebbero la sfortuna di trovarsi lì, in quel momento. La coscienza di Dio passò sul Giappone, la terra cominciò a tremare e si piagò, nel tentativo innaturale di protendersi verso di lui. Le superfici anelastiche di cui l’uomo aveva ricoperto il suolo si spaccarono facendo un rumore infernale, poi centinaia dei giocattolini fumanti in cui gli uomini si spostavano caddero nelle crepe, incendiandosi. In un altro momento, una centrale nucleare fece il botto, e tutte le sostanze con le quali gli uomini stavano giocando filtrarono fuori, infilandosi nei corpi che incontravano come parassiti silenziosi. La coscienza di Dio passò sull’Europa, ma lì fu distratta dal profilo irregolare dei fiordi scandinavi, esattamente come quando l’aveva pensata per la prima volta. E mentre si baloccava con l’idea di limarli e renderli simmetrici, la vita aveva preso tutta una piega, laggiù, di cui lui aveva deciso di interessarsi come ad una soap di diecimila puntate: guardandone una ogni tanto. Era tutto troppo piccolo, da quelle parti, e l’occhio del ciclone, che aveva usato fino ad allora come un oculare, non si confaceva alle sue esigenze. C’era troppa folla, un eccessivo brulicare di esseri e di luci che si accendevano e si spegnevano – ma chi Diavolo aveva insegnato a quelle creature a muoversi così in fretta, mentre lui dormiva? Allora, per osservare meglio, prese una versione cosmica di una lente d’ingrandimento, una miscela di gas in grado di raccogliere la luce della sua essenza. Il Sole brillava lì a fianco.

Dio, per essere un Dio, era sempre stato un po’ maldestro. La lente convogliò parte della luce del Sole, e parte ne rifletté.  Il Sole, allora, brillò ancora più forte, facendosi gigantesco. Poi esplose, mentre in Europa, sotto la lente, già tutto bruciava. Quando il Sole scoppiò, prese fuoco anche il resto del mondo.

Dio disse oh! – e provò a spegnere il fuoco soffiando, sorpreso da quanto successo. Le fiamme, allora, sovrastarono ogni cosa. Beh, al Diavolo! – disse lui allora stizzito, e distolse la coscienza.

Se qualcuno avesse assistito, avrebbe sorriso al compimento dell’unità degli opposti. Da Dio al Diavolo. Ma nessuno sorrise.

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45 risposte a Al Diavolo

  1. I tuoi post fanno sempre riflettere e questa è una dote notevole, anche questo non ha deluso le attese. Bravissimo.

  2. ma in fondo, uindous 2000 non era nemmeno il peggiore, dai. non dimenticarti di millennium.

    • swann matassa ha detto:

      non ho avuto il coraggio. pensavo di essere stato l’unico stolto ad usarlo, e non volevo ammetterlo!

      • Wish aka Max ha detto:

        Tsk tsk tsk, ‘sti giovani…. Ma che ne sapete voi di widows 2.1…. Era l’86… 😉 durò tipo sei mesi, era talmente bacato che quando arrivò 3.11 fu accolto come una benedizione!

        • swann matassa ha detto:

          noto compiaciuto che nessuno contesta la sostanza dell’errore di programmazione dell’uomo, né tantomeno l’attinenza del paragone con windows, ma solo la versione del sistema operativo portata ad esempio 🙂

          • ecoarcobaleno ha detto:

            Nulla da contestare siamo tutti perfettamente coscienti della fallibilità umana 😦 e del pensiero che viene usato a fasi alterne, singhiozzi come si vuol dire.

  3. vetrocolato ha detto:

    Vedo che sei informato. Ecco, potrei farti una domandina.. Diciamo da passare al Supremo, poi mi passi la risposta? La domandina sarebbe: ma della sfiga, noi quaggiù, io e altri che amo e l’umanità intera a volte, io e tutti gli esseri senzienti e un po meno senzienti, e gli animali e la vita della gente, ecco, si, di tutta questa sfiga che ha del cosmico del colossale del ridicolo, finanche, a tratti, del sarcastico e del grottesco con punte di surrealismo veramente degne di romanzi d’autore, e di artisti pennellatori di tutti i tempi e tutti i luoghi, di tutto questo mucchio di sfiga, noi, che dobbiamo farne?
    Ecco, senza magari arrivare a infuocarci tutti, senza che s’incazzi troppo per la mia domanda, senza provocare ire ulteriori che lo vedo già bello preso con il suo lanciafiamme versione magnum, magari prova a intercedere per me, per noi tutti, con la tua penna lieve e precisa, che sai arrivare al punto senza troppo dire e dicendo, invece, tutto quello che c’è da dire.
    Provaci tu, swann matassa, che io tenderei alla nuclearizzazione totale e senza pentimento alcuno.
    E magari c’è ancora gente che ne ha voglia di capire, di cercare.
    Così dico, con la tua intercessione, dico al Grande Burlone: non ti girare dall’altra parte, provaci un po tu.

    • Wish aka Max ha detto:

      “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

      Questa è una frase di Italo Calvino. Tratta da “Le città invisibili”, del 1972. Probabilmente né tu ne Swann eravate nati, nel ’72. Ma la frase è valida ancora oggi.

      • vetrocolato ha detto:

        Non so Swann, io sono del 79.
        E questo di Calvino non l’ho ancora letto.
        Mi sembra un grande spunto su cui partire, per provare a capire le persone che mi circondano.
        Molto attento, Whis aka Max!

    • swann matassa ha detto:

      Io beh ecco veramente da quando ho pubblicamente dichiarato che senza più dubbi non credo che lui esista, il mio rapporto con lui si è alquanto deteriorato. Per l’intercessione, quindi, nessuna speranza. Però per capire, per cercare, fai pure affidamento su di me. Farlo insieme ha più senso.

      • vetrocolato ha detto:

        Bene Swann, lo farò. Lo faremo.
        Magari non ci troveremo un senso lo stesso, o magari vien fuori qualcosa di buono.
        Staremo a vedere.
        Buona serata! 😉

        • swann matassa ha detto:

          io cerco sempre un senso alle cose, anche per deformazione professionale. ma, paradossalmente, proprio per lo stesso motivo le cose che non capisco sono quelle che mi affascinano di più. perciò tutto bene 😉
          buona serata a te!

  4. labloggastorie ha detto:

    La coscienza è tumultuosa…sarà per questo che, dato l’esempio supremo, l’uomo la usa così raramente?

    • swann matassa ha detto:

      Bah, temo che la risposta sia no. La dannosità non è proprietà intrinseca della tumultuosità e anzi, il danno collaterale della tumultuosità direi che è spesso accettabile, no? Il problema vero è la cattiva coscienza, o l’assenza totale di coscienza, che poi a volte finiscono col convergere (o quantomeno è la cattiva coscienza che ama l’assenza di coscienza). Beh vabbè, forse mi sono incartato, ma volevo difendere i tumulti, che preferisco sempre alla stasi. In fin dei conti, il danno era stato fatto durante il lungo sonno 🙂

      • labloggastorie ha detto:

        Non parlavo di dannositá. Mi riferivo alla coscienza intesa non solo come capacità di distinzione tra bene e male ma anche come consapevolezza che quando agiamo diamo un valore all’agire. Non usarla è proprio quel sonno di cui parli, quell’essere addormentati e che è dannoso anche per me e che non ritengo sia incoscienza. Non riferivo la tumultuositá a qualcosa di negativo. Essere scossi è un modo per arrivare anche alla conoscenza. Probabilmente non sono chiara io con i commenti.
        Un saluto 🙂

        • swann matassa ha detto:

          Ma no, non penso sia in problema di chiarezza, è che stavamo camminando sul confine fra la metafora del racconto e la realtà, e alla fine non ero del tutto sicuro neanch’io di quello che stavo rispondendo! Che poi è meglio così che capirsi al volo e trovarsi per giunta d’accordo – l’accordo stimola poco la riflessione 😀
          un saluto a te!

          • labloggastorie ha detto:

            🙂 ma in fondo la condivisione è offrire il proprio pane e non aspettarsi che ti dicano che sia buono! In quanto alla riflessione i tuoi post la stimolano comunque!
            🙂

  5. ecoarcobaleno ha detto:

    Proprio ieri go letto in riferimento all’arte la definizione di “fuoco creativo” che tu manifesti con la tua fantasia 🙂 a proposito di fuoco chissà se sei ispirato da questa notizia da me appena letta e soprattutto chissà se c’è lo zampino di Dio, non ci resta che pregare, ognuno a suo modo 🙂 e liberare anche noi le nostre energie nel nostro piccolo in maniera costruttiva s’intende 🙂
    http://www.corriere.it/scienze/14_gennaio_08/tempesta-solare-arrivo-possibili-problemi-linee-elettriche-gps-997ebcca-78b7-11e3-8d51-efa365f924c5.shtml

    • swann matassa ha detto:

      ho letto la notizia, ma il “fuoco creativo” mi aveva scottato le dita (più delle dita non poteva, era solo un cerino) qualche giorno prima.
      per quanto riguarda le preghiere mi affido a te, io non sono pratico 🙂

      • ecoarcobaleno ha detto:

        E allora siamo fregati 🙂 anch’io sono un po’ arrugginita con le preghiere, per lo meno con quelle classiche 🙂 Poi ognuno prega a suo modo secondo me 🙂 L’importante è appunto ricordare di essere fallibili e di essere solo ospiti di passaggio da queste parti 🙂

      • ecoarcobaleno ha detto:

        E allora siamo fregati 🙂 anch’io sono un po’ arrugginita con le preghiere, per lo meno con quelle classiche 🙂 Poi ognuno prega a suo modo secondo me 🙂 L’importante è appunto ricordare di essere fallibili e di essere solo ospiti di passaggio da queste parti 🙂
        Secondo me non vi è preghiera più bella dei ringraziamenti quotidiani per ciò che abbiamo visto e vissuto 🙂

  6. bleachedgirl ha detto:

    Mi vengono solo parolacce. Per cui quoto Borto, capolavoro.
    (Ma certo, la coscienza, i maremoti, la lente, il sole, che cazzo di genio!, hai proprio scritto divelti?, adoro divelti, e le calze di seconda mano, che grande ssswann!)

    • swann matassa ha detto:

      sai che ssswann sibila come bisss, il consigliere del principe giovanni nel robin hood disney? quello sì è un capolavoro!
      grazie bleach, e ricordati di non fare sacrifici a dio per colazione, che soffre un poco di intestino pigro

      • bleachedgirl ha detto:

        Lascia perdere, da piccola non avevo il videoregistratore: non ne capisco niente di personaggi disney!
        Per il resto, ci starò attenta 😛

        • swann matassa ha detto:

          uh, allora non hai visto neanche bambi e la spada nella roccia? insomma, tutta la mia educazione!
          tiè, fai la conoscenza di bis:

          • bleachedgirl ha detto:

            Niente, ma mi hanno detto che la mamma di bambi muore. Povero bissss, però sotto sotto è infame pure lui secondo me, io tifo per lui!

          • swann matassa ha detto:

            bis? è un politico, bleach: zerbino coi più forti e infame con i deboli. il mio preferito è little john: senza paura 🙂
            ma non è che ti posso regalare qualche film disney? mi sento a disagio a parlare con una che non ha visto bambi!

          • bleachedgirl ha detto:

            Non hai capito… Non ho il videoregistratore! 😛

          • swann matassa ha detto:

            oh jesus, ma neanch’io ce l’ho più, il videoregistratore! devi sapere che adesso ci sono altri formati… (mi pare di parlare con mia nonna). dai, scherzi a parte, non insisto, lo so che tu sei una giovane trasgressiva e alternativa, non ti puoi mica vedere il libro della giungla e basil l’investigatopo, eh! 😉
            uno dei prossimi post lo infarcisco di riferimenti della mia infanzia, e te lo dedico, ok? 😀

          • bleachedgirl ha detto:

            Pensavo volessi prestarmi le tue vecchie videocassette, oh! Non so se mi conviene, non tanto per la reputazione da ragazza trasgry, piuttosto perderei l’attenuante classica per tutti i miei misfatti.” Sai devi scusarla, non ha mai visto bambi!”

          • swann matassa ha detto:

            oh ma in compenso produrresti misfatti molto più gravi, dati i tempi. cosa c’è di più trasgressivo di avere un cuore e un cervello, eh? sovversiva! (ma tanto già lo sai, tu. perciò ti lascio i tuoi alibi, finché li vuoi 😉 )
            buonanotte, bleach(ed)!

          • bleachedgirl ha detto:

            Notte notte (sss)swann (:

  7. ludmillarte ha detto:

    ecco la nuova favola del 2014! ti porta con sé, ti fa immaginare cose impensabili come l’essenza che si stiracchia e ti diverte,seppur con retrogusto amaro, con la coscienza che s’affaccia su quel pezzetto di sterco cosmico,…e, soprattutto, rompe gli schemi del lieto fine scontato, della verità assoluta, della fiducia cieca, della perfezione incorruttibile,…
    il “fantarealismo” di Swann (dal mio più che mai relativo punto di vista, eh!)

  8. Punto & virgola G. ha detto:

    Ma do cazzo stavo in questi 9 mesi? Meraviglioso.

  9. Erre ha detto:

    Oh, swann, vaffanculo! La chiusa è un capolavoro assoluto, tutto il resto anche.

    “Se qualcuno avesse assistito, avrebbe sorriso al compimento dell’unità degli opposti. Da Dio al Diavolo. Ma nessuno sorrise.”

    Shhh! Parla swann…

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