I miei saluti a Babbo Natale

Tu dici di sì, io dico di no. A Natale è come nel resto dell’anno: le contraddizioni sono sempre al loro posto, solo che noi siamo pronti a spalarci sopra la sabbia che si usa per ripascere i litorali, quella a cui noi stessi abbiamo tolto la casa e a cui poi pretendiamo di restituirla. Rimediare ai casini è la nostra ossessione, l’idea di evitare di compierne non ci sfiora nemmeno. Quando riusciamo a mettere a posto un pezzo di un muro caduto, ci sentiamo dei grandi restauratori, anche se il muro l’avevamo buttato giù noi a picconate, e non per costruire qualcosa di bello al suo posto, ma per la convinzione di dovere intonacarlo di fresco, pur non avendo idea di dove incominciare.
A Natale tu dici sì, io dico no. Mi sono affezionato a questa parola, è la sillaba più potente nella storia dell’uomo. Tu dici di voler andare avanti, perseguire la strada: è il progresso. Io dico di voler andare avanti, che è tornare indietro, perché la realtà è circolare, e vorrei trovarmi al punto di partenza prima che tutto sia finito, per me.
Quando le feste sono passate, tu dici sì, io dico no. Dico che no, non mi sono divertito. E non perché non mi sia rimpinzato di dolci, non abbia fatto e ricevuto regali, non abbia chiuso i miei libri e il computer, messo da parte la scienza e le mie piccole questioni aperte, e neanche perché non abbia avuto la forza, la voglia o il coraggio di ignorare qualcuna di queste cose; no, non mi sono divertito perché il mondo non va in vacanza con me, e mi sento più solo. Mi sento più grasso, più riposato, più solo. E poi tornerò ai pasti normali, alla routine di lavoro, agli allenamenti, e sarò di nuovo stanco, annoiato, affamato. E solo. Ma con meno tempo per pensarci.
E quando questa giostra finirà, quando suonerà la campana e torneranno in groppa ai cavalli solo quelli che hanno un secondo gettone, tu dirai sì, io dirò no. Dirò no grazie, non mi va un altro giro. Io vado.
Raccoglierò gli occhiali che mi saranno caduti e arrancherò sulle gambe molli per avere girato in tondo su questo carosello così a lungo.
Andrò barcollando, e lascerò i miei saluti a Babbo Natale. Che mi riporti il mio tempo perduto, la prossima volta.

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11 risposte a I miei saluti a Babbo Natale

  1. leonetta ha detto:

    Swann….. ma chi ci dice che una volta non fosse cosi’ ma noi eravamo piccoli per accorgerci della realta’ delle cose? pensa ai periodi della guerra ad esempio…. sempre che c’era qualcuno che mangiava pasta e pane e chi si abbuffava e riempiva le sue tasche….. cosa si faceva una volta? ci si riuniva fra diseredati, si facevano regali utili e fatti in casa e chi non poteva regalava un bacio… bastava tutto ….. ma certo non c’erano effimere realta’ sputate fuori da cellulari costati un occhio e magari a rate…. era l’era dell’artigiano e del contadino non quella del commerciante di cose o di anime che sia! ma non siamo piu’ capaci di stare con gli altri forse? di accettare punti di vista diversi perche’ c’e posto per tutti? certo dire no secco e senza appello non so quanto serva….. ma lasciamo stare….io, non so se l’hai capito, son sempre li’ ad aggrovigliarmi con i miei se e i miei forse dopo una vita che mi dicono che invecchiando le sicurezze aumentano…. mica vero! i dubbi aumentano perche’ l’occhio comincia a guardare tante altre sfumature:(….. di qui comincio a pensare che forse sbaglio io, che forse bisogna essere piu’ semplici e fatalisti e che…. se guardo i gabbiani loro non si oppongono mai al vento ma lo usano per andare piu’ in alto:) anche questo vento fetido forse serve a qualcosa allora….. ora chissa’ perche’ mi vengono le lacrime, ma io sono un po’ vecchietta e anche provata e me lo concedo dai:)…. non mi sono divertita anch’io e non mi divertiro’ a capodanno pasqua compleanni…. non mi divertiro’ finche’ non vedro’ che il vento cambia e le nubi cominciano a squarciarsi….. allora mi faro’ una grassa risata magari con le lacrime agli occhi …. di gioia per tutti:) e quel che sia sia….. la strada sara’ aperta per voi:)

    • swann matassa ha detto:

      “non siamo più capaci di stare con gli altri”, l’hai detto, è questo quello che penso. Vedo che non c’è dialogo, che non c’è riflessione. E io, che già credo poco alla comunicazione verbale, penso che, finché continueremo a navigare nella vita facendoci portare dalla corrente, non daremo mai nessun senso al nostro passaggio. Dire no senza appello non serve, certo, ma è una forma di reazione, di provocazione, per tutti i sì che diciamo ogni giorno, senza alcun senso critico. Non so se il giorno di quella risata che dici tu arriverà mai, ma come al solito quello che conta è il percorso, non la meta!

  2. bleachedgirl ha detto:

    Ho detto così tanti no questo Natale da aver fulminato tutte le luci negli sguardi e nei sorrisi. Miei, di altri.
    Ai rami del mio albero ho appeso silenzi che il mondo ha detestato. Eppure mi pare che l’alba sia più dolce se il giorno è meno caramellato.
    Non so davvero se ho capito, swann, però auguri lo stesso.

    • swann matassa ha detto:

      A volte i tuoi commenti mi fanno dubitare di aver capito me stesso, e questo mi fa piacere. Dubitare è la pietra angolare.
      Non sono uno che gode nello spegnere le luci negli sguardi e nei sorrisi, ma a volte ci sono semplicemente troppe luci, a volte sono alimentate da incendi dolosi. A volte è difficile distinguerli, non ho verità in merito. Però sì, credo davvero che l’alba sia più dolce se il giorno è meno caramellato.
      Anche se non so bene di cosa, auguri anche a te, sinceri.

  3. ludmillarte ha detto:

    “Io dico di voler andare avanti, che è tornare indietro, perché la realtà è circolare” e sarebbe bene non buttar via ciò che è stato conquistato col sacrificio, la sofferenza ed anche e persino con la morte altrui. il Natale è dei bambini fortunati. e basta. sto imparando a dire no e non è facile dopo essere stata educata al rispetto altrui. forse più a quello altrui che a quello per me stessa o forse così ho interiorizzato. c’è voluto un po’ per capire meglio quant’è importante saper dire ‘no’, che il rispetto è anche diritto e non solo dovere, che non controbattere ed essere remissivi non significa essere educati, significa essere repressi,…e si può rimanere così? no no no no no no no no no no nooooooo
    (il link a ‘dico no’ nel post non si riesce a leggere, non rimanda a nulla. credo che giustamente, coerentemente, in solidarietà al suo autore dica ‘NO’)
    ciao Swann, buona notte

    • swann matassa ha detto:

      non controbattere ed essere remissivi significa essere repressi, sì, e significa essere rassegnati, significa accettare le cose così come sono, per incapacità, per pavidità o per pigrizia, e rinunciare a tentare di aggiungere il proprio contributo originale. in queste “giornate furibonde senza atti d’amore”, per usare le parole di Faber, il no è un’arma da non sottovalutare.
      ho riparato il link, grazie per la segnalazione, ma a te non serve, tu lo conosci già 🙂
      buonanotte a te

      • ludmillarte ha detto:

        l’ho riletto volentieri. anche quello un gran bel post ed un gran bel dire.no? 😉

        • swann matassa ha detto:

          i post possono essere belli se c’è qualcuno che li trova tali. Finché è così, ci sono due tipi di persone che se ne giovano: chi scrive e chi legge. Quando non è così, si può tornare alla carta e alla penna, al “caro diario”. Io, per ora, mi sono solo giovato di quest’esperienza sul blog, mi sono sfogato, ho imparato cose, ho conosciuto persone. Qualche volta, persino, ho comunicato! (come ora)
          Grazie, perciò!

      • Pippa ha detto:

        Ma bravo. E come mai censura i commenti, allora?

        • swann matassa ha detto:

          i commenti su WP vanno in moderazione di default quando l’utente non è registrato e commenta per la prima volta. li ho sempre sbloccati, anche quando sgradevoli, tranne quando insultavano terze persone. d’altronde questo è il mio blog e non ho problemi ad accettare critiche, ma certo non mi posso fare tramite per insulti ad altri, le pare? se poi avesse usato lo stesso nick usato in passato, il problema non si sarebbe posto, visto che ci sono altri suoi commenti già approvati. si vede che è troppo abituata ad usare sotterfugi

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