Chi odia l’odio?

Quest’estate ho conosciuto una donna di Santo Domingo. Era una bella donna di colore, dal sorriso luminoso, che amava mostrare a tutti le foto dei figli quindicenni. Era qui per lavorare, naturalmente, e la famiglia lontana le consumava gli angoli della bocca, quando parlava dei figli. Poi le ho chiesto dei Caraibi, del mare, della natura. Mi ha descritto un paradiso. Ma poi ha detto Haiti no, Haiti è sporca. Gli haitiani sono come gli africani, ecco. Così ha detto. Un’altra sera ha detto che Balotelli non le piace, è troppo nero. Io sono nera, ma lui è troppo, non mi piacciono gli uomini così neri. Ha detto. E io ho pensato: si può essere neri ed essere razzisti nei confronti dei neri? E mi sono risposto sì, si può, ed è anche facile. Ho visto napoletani emigrati al nord essere razzisti nei confronti dei napoletani. Ho sentito maestre di scuola rimproverare i loro alunni maleducati ammonendoli “non fare il napoletano”, per educarli. Vado allo stadio, leggo sui muri Noi odiamo la capitale. Poi succede che centinaia di uomini disperati naufraghino in pochi metri di mare, muoiano in un modo inconcepibile, affondando in un’acqua di cui credevo di ricordare solo come rifrangeva i raggi del sole, quando vi nuotavo con le spalle che sfioravano la sabbia e il viso alla superficie, fendendo i banchi di castagnole. E accade che lo stato proclami il lutto nazionale, lo stesso stato che ha deciso che chi presta soccorso ai clandestini sia punibile a norma di legge. Questa è ipocrisia, sì. Ma si può fare anche peggio della propria ipocrisia, la si può sconfiggere a dama con una mossa sola. Si può “denunciare” il fatto che il lutto nazionale sia stato proclamato per i clandestini di Lampedusa, ma non per le vittime della Costa Concordia, per quelle del viadotto sulla A16 o dell’incidente alla torre dei piloti del porto di Genova. E chiosare dicendo “perché anche nella morte un’italiano vale meno”. Così, con l’apostrofo. Così. L’ho letto stasera. E ho pensato che è facile odiare. Anch’io sto odiando, proprio in questo momento. Sto odiando chi ha scritto quella frase, sto odiando le leggi di questo paese vigliacco e sto odiando chi odia. Vorrei dare sfogo a questo mio odio, il modo migliore, il modo più facile, sarebbe la violenza. Oppure potrei combatterlo, potrei odiare il mio stesso odio. Ma non smetterei di odiare. Siamo fatto così. Si può solo soffrire.

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25 risposte a Chi odia l’odio?

  1. ecoarcobaleno ha detto:

    L’amarezza è tanta, la tristezza infinita ma io l’odio non arrivo a provarlo, forse rabbia…
    I meccanismi dell’indifferenza, del dualismo, del pregiudizio, del dentro fuori, delle scelte obbligate, della logica materialistica a discapito di quella umanitaria, del cuore, del rispetto dei diritti umani… sarà sempre fautrice di orrori…
    Loro anime dis-perse senza speranza e noi uguale anime perse senza speranza…
    Come ha scritto Fiorella Mannoia nella sua Pagina fb:
    https://www.facebook.com/pages/Fiorella-Mannoia/218596532052?fref=ts Non esistono
    NOI e LORO, siamo tutti nella stessa barca.
    Finchè non entreremo nella logica “dell’Effetto Farfalla” http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_farfalla
    e capiremo che ciò che accade anche nell’angolo più remoto di questo pianeta ci riguarda perché siamo organismi interconnessi che ne abbiamo consapevolezza o no.
    Ti abbraccio e ti lascio con parole di speranza, non di odio…sarò una romantica ed illusa utopista, ma se odio, quando odio poi sto peggio perché mi sento non umana…sbaglierò?
    “Che viviamo a fare se non per renderci la vita meno complicata a vicenda?” George Eliot

  2. panph ha detto:

    “perché anche nella morte un’italiano vale meno” è facile odiare ma in questo caso è ancora più facile farsi turbare dalle frasi dette da persone che parlano tanto per aprir bocca,
    io odio questa gente italiana perennemente indignata

    e odio queste frasi che sono sempre pronte ad uscire dalla bocca delle persone che paiono essere impregnate di cultura, che sono grandi conoscitrici del mondo e di come vadano le cose…

    questa gente mi disturba seriamente, mi dispiace pensare che siano la maggioranza, mi dispiace pensare che sono anche quelle più facilmente influenzabili e che è difficile, molto difficile, farle ragionare

    • swannmatassa ha detto:

      Sai panph, hai ragione, sono la maggioranza, e dire che dispiace è poco. Io temo che non siamo pronti a tutto quello che abbiamo, non sappiamo gestirli questi mezzi che ci siamo ritrovati in mano, il nostro cervello è ancora lo stesso di quando abitavamo le caverne e cacciavamo con una punta di selce. Una soluzione vera non c’è.

      • panph ha detto:

        ora non esageriamo xd io più che altro penso che le persone siano troppo pigre, è molto più facile e meno faticoso credere alle cose che più ci fanno comodo che andare a cercare quello che più si avvicina alla verità. La cosa brutta è che loro sono molto convinti delle cose che dicono e che difficilmente si mettono in dubbio, cosa del tutto opposta a quello che invece fanno gli “studiosi”.

        • swannmatassa ha detto:

          Ah no guarda, io non stavo per niente esagerando, anzi…. Ma lungi da me volere convincerti che la tua visione sia troppo positiva! 😉

          • panph ha detto:

            xd se mi conoscessi diresti esattamente il contrario eheh
            lo so che le cose sono gravi però sinceramente non ce la faccio più di leggere e ascoltare tutto questo pessimismo. Un pessimismo che ti sfianca e ti fa vedere grigio, come se le possibilità per futuro felice tendano allo zero, mi viene da pensare che il pessimismo sia per quelli che hanno una visione limitata della vita per quelli che riescano a vedere solo in un’unica direzione,penso che in qualche modo ci sia sempre una via d’uscita che non sia mai la fine del mondo..
            per il resto ho letto la tua presentazione sono anche io di Napoli e studio biologia xD

          • swannmatassa ha detto:

            che cosa curiosa, finisce che c’incontriamo all’università senza saperlo. per quanto riguarda le tue riflessioni, qui non è questione di ottimismo o pessimismo… ma questa è materia per un’altra discussione.

          • panph ha detto:

            umph sedata in pieno eheh

          • swannmatassa ha detto:

            Troppo anche per un post, figurati un commento! 😀

  3. ecoarcobaleno ha detto:

    Io leggo estrapolo, ma di certo non credo a nulla che non sia quello che sento o vedo, poi ci sono cose che neanche la scienza riesce a spiegare, ma credo che alla fine l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande si somiglino, sia tutto una riproduzione in scala, non so se mi spiego.
    Perdonami se ti faccio venire nuovamente l’orticaria ti propongo quest’altro link.
    http://www.disinformazione.it/water.htm

    tempo fa avvicinatami all’omeopatia ho letto anche questo ma lo devo rileggere non lo ricordo più
    http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/contri/germano1.PDF

    anche se non ho basi scientifiche per poter capire o contestare, mi affascina tutto ciò…

    • swannmatassa ha detto:

      ti dico la mia: puoi estrapolare quanto vuoi, ma questi siti dicono solo falsità e in modo così clamoroso che non posso non pensare che siano anche in mala fede, mi ci sono imbattuto spesso. sulla rete si trova di tutto, non basta cercare e purtroppo a volte non è sufficiente neanche avere senso critico. su una cosa non si può derogare: la verifica delle fonti. sempre per essere sincero

  4. ludmillarte ha detto:

    caro Swann, il mondo è pieno di ipocrisie ed incoerenze assurde! per questo sono spesso, pressochè quotidianamente, molto arrabbiata. i titoli servono a vendere, a far notizia, a farci inc*are, ad infonderci quel senso d’impotenza deprimente da arrivare alla sensazione di odio, ma credo sia davvero tanta tanta rabbia anche per l’apparente immagine di un rispetto in prima pagina che non esiste. quasi tutte false convenzioni. si farebbe più bella figura evitando di prodigarsi in vetrina, attivandosi in qualcosa di utile o quantomeno volgendo silenziosamente un pensiero di rammarico sincero per un nostro simile di qualsiasi colore sia la sua pelle (se è vero che non servirà a nulla, almeno conserverà dignità)

  5. aliceebianconiglio ha detto:

    Non c’è niente da aggiungere: una lettura impeccabile. Sia per quanto riguarda il sentimento che non so se definirei proprio odio nei confronti di tutto ciò che è altro: quella sorta di “si, va beh, per me siamo tutti uguali, MA…”, sia la vergognosa ipocrisia di questi giorni rispetto a una tragedia che si consuma da anni senza far notizia a causa di situazioni politiche e culturali ben note a tutti, e che tutti fanno finta di non vedere.

    • swannmatassa ha detto:

      ciao alice, benvenuta! io, sai, non lo sminuirei questo sentimento, e continuerei a dargli il suo nome. questo è un mondo che odia, è la cosa che sa fare meglio. e chi è stato educato al rispetto e alla tolleranza è incazzato con chi non lo è, e arriva ad odiarlo. alla fine siamo tutti pieni di livore e non sappiamo fare altro che aggredirci l’un l’altro, vuoi per indole o per difesa. io l’unica cosa che riesco a fare, in questo contesto, è proseguire per la mia strada e dire sempre e solo la mia. ma non è granché, non aiuto nessuno, così.

      • aliceebianconiglio ha detto:

        Non era per sminuire. Era per ri-collocare. Magari fosse odio, paradossalmente.
        Non c’è tutto questo coinvolgimento, secondo me.

        Manca l’idea di confrontarsi con l’altro riconoscendogli quindi il fatto di essere sullo stesso piano, di avere pari dignità tale da poter essere oggetto di sentimenti, anche se negativi.

        Mi sembra più una specie di disprezzo distante, una sorta di ipocritamente “elegante” presa di distanza, dall’alto del proprio piedistallo verso chi, prima di essere qualcuno, soprattutto non è qualcun altro.

        Non è italiano, in questo caso. Potrebbe non essere del nord. Oppure non essere benestante. O, ancora, non essere etero. E così via.

        È come se avessimo creato una serie di piani di realtà diversi: ognuno abita il suo, nel quale è e ha tutto ciò che è previsto e ignora (se va bene) o disprezza chi si trova su un altro livello. E, se mai osasse provare a fare un salto per cambiare piano, guai.

        • ecoarcobaleno ha detto:

          Alicebianconiglio la stessa cosa che avevo pensato io, cioè il fatto che ancora peggio dell’odio c’è l’indifferenza e questa penso sia ancor più diffusa 😦 c’è il filosofo Galimberti che parla di “analfabetismo affettivo” delle emozioni spesso non solo non si parla ma non le si sentono proprio in quanto è come se le cose che per noi non hanno parole alla fine non esistessero neanche. A scuola bisognerebbe parlare delle emozioni, verbalizzarle ed ecco a ciò che serve la letteratura a vivere non solo mondi immaginari, vite altre da noi, ma soprattutto a sentire emozioni che non avremmo mai potuto sentire da soli.
          Leggere è un esercizio all’Empatia uno dei termini a me più cari.
          Ancora una volta sono speranzosa vedo sempre più in giro ragazzi al di sotto dei 20anni leggere libri in giro nel treno…spero che questo contagio insieme a tanti altri positivi avvenga sempre più…

          • swannmatassa ha detto:

            Vi darei ragione se non ci fosse la violenza a dimostrare che è tutto fuorché “elegante” distacco. E poi io non credo neanche a questa favola che l’indifferenza sia peggio del disprezzo. Balle. Io, cara eco, “contagi” positivi in giro non ne vedo. Ma mi fermo qui perché sennò sfocio nel disfattismo e questo non va bene, le cose vanno argomentate e cercherò di farlo ogni qualvolta mi troverò a trattare uno qualunque di questi temi.
            Grazie ad entrambe per l’analisi e la discussione (mi fa anche bene sapere che ci sia chi vede cose che io non vedo, ma che spero che esistano…)

  6. ecoarcobaleno ha detto:

    A volte si ha bisogno d’incoraggiamento, di un segno che ci aiuti a trovare un po’ di bellezza e colore, di Vita, di positività…ma sta sempre a noi saper cogliere. A volte siamo così condizionati a vedere e purtroppo anche a ricordare solo le cose negative che poi diventa un circolo vizioso.
    Mi hanno appena postato questa frase ad un mio commento di secoli fa in cui dicevo di sentirmi infinitamente piccola…questa è l’ennesima conferma che tutto dipende dal punto di vista in cui guardi la realtà, ecco perché ribadisco il fatto che davvero la realtà e come la vediamo o se preferisci come la viviamo e immaginiamo.
    Anche l’ironia a volte può dare forza e rivelare cose importanti…
    “Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara.”
    Dalai Lama

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