[The others] Come con le scatole, o col caffé…

Avere un blog comincia ad avere senso. Non so ancora bene quale, ma un senso ce l’ha. Me lo sono fatto spiegare da r., che ho conosciuto qui, su queste pagine. E me lo ha spiegato in un modo così poetico che potrei usare le sue parole per spiegare cos’è questo contenitore che chiamo “the others”. Perciò gli lascio la parola. A voi, a me, da r.:

Aggiornamento del 26/6/2015. Questo post, come un eroe di altri tempi, è partito per una missione più importante che occupare qualche byte in un blog poco seguito.

Con esso, vanno alla stessa missione i miei auguri di successo alle persone che partono dal basso, che sudano il loro talento o che lo forgiano, che stringono di denti per dire qualcosa al mondo che vuole solo baciaculo.

In bocca al lupo, ragazzi!

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50 risposte a [The others] Come con le scatole, o col caffé…

  1. Pingback: [POST SCRITTO PER IL MIO AMICO SWANN] “Come con le scatole, o col caffè…” | italianamentescoretta

  2. tantopercantare ha detto:

    bello anche di qua…

  3. r. ha detto:

    Grazie Swann.

  4. dupont651 ha detto:

    Hai scritto un post così bello, sincero e pieno di sentimento che sono rimasta senza parole!
    Un bacio
    Marta

  5. lilasmile ha detto:

    ” Ho conosciuto, ho imparato, ho compreso. Ho creato insieme ad altri.” Queste sono le parole che mi sono piaciute di più, il valore dello scambio, il valore della parola, il valore dell’amicizia, anche se in un blog non è facile si deve provare, per cambiare, per migliorarci, per vivere alla grande!
    Ecché te lo dico a fa Roberto??? Mi piace e da come ho potuto notare è piaciuto anche a Swann.
    Già proprio robbba forte! Grazie 🙂 Lila

  6. lilasmile ha detto:

    Beh allora vuol dire che te lo stai assaporando come un buon vino e credo sia bello..

  7. elinepal ha detto:

    che dire, hai un tocco delicato e magico… chissà che profumo hanno i tasti del tuo pc

  8. Pier ha detto:

    Bello! Tutto!! Anche l’idea..
    Piacere di conoscerti intanto e complimenti a r.
    😬😬😋
    Buon profumo qui!
    Pier

  9. loriana ha detto:

    Meraviglioso! Bellissimo post!

  10. (al_nick_ci_penserò!) ha detto:

    Sto post m’è piaciuto quanto quello sulla cameriera del bar (il mio preferito sino ad ora).
    In questo post ci sei tu.
    La tua bellezza.
    Hai condiviso parte di te e mi pareva di avere davanti gli occhi la tua scatola dei ricordi, che poi i ricordi non sono altro che uno specchio su cui si affaccia parte della vita passata, vissuta. Ho immaginato i tuoi trofei di tennis (di cui non mi sono stupita), ti ho immaginato “concentrato e combattente”, mi sono piacevolmente sorpesa nel leggere che hai studiato pianoforte e nel complesso ti ho un pò invidiato (in senso buono).
    Anche io studiai pianoforte da bambina, ma lo odiavo; ma ho capito che a volte non si odia ciò verso cui dirigiamo il nostro odio ma altro ed io odiavo pianoforte perchè non era stata una mia scelta, ma soprattutto lo odiavo perchè io quella scelta l’avevo subita senza ribellarmi. E ti ho invidiato perchè io ho solo una scatola dei ricordi, che nel corso degli anni ho alleggerito sempre di più; non sono una che conserva oggetti. Le foto mi piacciono molto invece, anche se crescendo se ne ho sempre meno (e sto cercando di cambiare trend).
    Il blog è più di un diario segreto perchè non ci si parla addosso, perchè c’è condivisione e nelle migliori ipotesi interazione.
    Hai condiviso parte del tuo passato e questo è un atto di generosità verso chi ti legge (e chi ti ascolta).

    • r. ha detto:

      Che belle parole, grazie. Sappi che anche io ho avuto problemi con lo studio del pianoforte classico, il mio maestro era un gran rompicoglioni, e io ero troppo piccolo e ribelle per accettare tutte quelle regole. (Da lì la svolta rap.)
      Grazie a te per esser stata così generosa da leggere con attenzione quello che ho scritto. Questo era un post a cui tenevo…

      Buona serata.

  11. swannmatassa ha detto:

    Marcel Proust, che mi ha dato il nome, ha scritto: “Quando di un antico passato non sussiste niente, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più fragili ma più intensi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore restano ancora a lungo, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sulla rovina di tutto il resto, a reggere, senza piegarsi, sulla loro gocciolina quasi impalpabile, l’immenso edificio del ricordo”. Ecco, sono le “intermittenze del cuore”, e anche se nessuno di noi è Marcel Proust, il fatto di ritrovarle qui, il fatto di sentire gli odori delle cose, motiva il nostro piccolo scrivere e scriverci. Grazie ancora, r.

    • r. ha detto:

      Senza ricordi non saremmo nulla, ma dobbiamo sempre rivolgere lo sguardo ora a quello che siamo stati, ora a quello che vogliamo (dobbiamo) essere oggi e domani. Qui, in questo fantastico microcosmo, abbiamo la possibilità di mettere nero su bianco le emozioni che stanno dietro (e rendono possibile) tutto questo. Buona serata.

  12. ecoarcobaleno ha detto:

    grazie…gli incontri tra anime mi commuovono sempre più.
    Le nudità dell’anima le più difficili da rivelare a se stessi e agli altri.
    Poi bellissime evocazioni dei sensi, specie dell’olfatto.
    Ho una teoria sulla memoria e sui ricordi…i ricordi si evolvono con noi li creiamo e ricreiamo, li aggiustiamo con le consapevolezze attuali, li riviviamo ogni volta in maniera diversa ed a volte solo dopo anni abbiamo chiare cose che un tempo erano confuse e offuscate.
    Solo chi è forte e generoso può fare tutto ciò 🙂
    Sedimenti di parole e di emozioni,
    stagionature di sole e di vento,
    fulgide anime si assaporano,
    effluvi di vita infinita.

  13. lilasmile ha detto:

    Bello pensare all’ edificio dei ricordi, quella sottile linea che unisce la nostra vita. In questo caso il contributo di ciascuno di noi ha creato un’eco, ricordi, odori e sensazioni che lasciano tracce e che ognuno custodisce nel proprio intimo.

  14. r. ha detto:

    Il concetto di “immenso edificio del ricordo” è davvero bello e convincente. Ciao Lila, buona serata.

  15. estikazzi ha detto:

    Anche io ho una scatola di ricordi che non apro più da un sacco di tempo. E so anche il perché .
    Ci sono le mie memorie scritte su quaderni dalle copertine improbabili, le prime cosine dei miei figli ,il profumo della mia mamma. Gia’.Anche io lo conservo. Tra poco saranno sei anni.
    Grazie per il rigurgito di memoria

  16. bleachedgirl ha detto:

    Una volta, in un posto che ormai non esiste più, mi chiedevo che senso abbia questa meticolosità, questa strana fedeltà al passato… che senso abbia portare in giro la propria adolescenza in scatole via via più grandi. Forse credendo che senza queste reliquie non si possa esser in grado di ricordare con la stessa esattezza, con la stessa nitidezza. “Forse è l’ostinazione di questa debolezza che spinge ad accumulare chili di sensazioni.”
    Io sono un’accumulatrice, un po’ come r., mi pare di capire. Ma credo che accumulare sia un modo di razionalizzare il vissuto, di riordinarlo, dominarlo (a posteriori).
    Vuoi mettere poi lo stordimento-felicità che si prova quando ti riappropri di un ricordo che non sapevi di possedere? Perché ti torna improvvisamente come un boomerang dietro la nuca? Così, per caso, dico. Tutta un’altra storia.

    E’ bello, straordinariamente bello, che tutto parli di noi. Ma sarebbe più bello ancora liberarsi delle scatole, delle parole, demolire tutti i monumenti ai pensieri caduti, affidarsi a qualcuno che intuisca le cicatrici senza dovertele contare sulla pelle. Da quando sono questa piattaforma io sono un cane che di morde la coda: imbratto e scappo, inesorabilmente ritorno e riprendo ad imbrattare, apro, chiudo, cambio, cancello. Il giorno in cui avvertirò siccità di parole, ringrazierò il cielo.

    • bleachedgirl ha detto:

      E comunque “io mi faccio della vita” è stupendo.

    • swannmatassa ha detto:

      Solo sull’ultima parte del tuo commento: la parola è fango, sì, terra lambita dal fiume del pensiero e dei sensi, non ci disseterà mai. Ma sanno anche essere belle, le parole: col fango si possono modellare forme che non ti aspetti; non devono raccontare necessariamente solo di cicatrici, non devono essere solo monumenti a pensieri caduti, ma possono essere puntelli a ristrutturazioni del pensiero. Questa la migliore approssimazione del mio pensiero.

  17. edp ha detto:

    ma tu fumavi già prima del bacio con la lingua? ossantocielo.

  18. Signorina Effe ha detto:

    A me questo post é piaciuto talmente tanto che me lo sono letta ad alta voce.
    Ciao r e ciao swann padrone di casa 🙂

  19. Pingback: Di premi e altre amenità | Il Bandolo del Matassa

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