Tutto è pieno di dei

Talete diceva: “tutto è pieno di dei”. Credo significhi che ogni cosa è pervasa da un’anima, e ne ha la dignità. Non so se sia vero, o se è solo un modo umano di vedere le cose, di dar loro valore e dignità, di incastrare le tessere della nostra esistenza come fossero i pezzi di un puzzle, per riuscire a credere che formi un disegno omogeneo, che abbia valore, e che non sia invece composto da una folla di detriti caduti dal cielo, che oggi brillano al sole, e domani sono polvere.

Non so se Talete avesse ragione; potrei dargliene da uomo e da biologo, parlando di Gaia e del pianeta vivente, o potrei negarlo, per non pagare il pedaggio di sofferenza che bisogna inevitabilmente affrontare quando dai uguale dignità a te stesso e a quanto è fuori da te, cose e persone, quando ti metti su un piano piuttosto che in cima ad una piramide. Ma io, che dire, la penso così. Tutto è pieno di dei. Io, che fare, l’ho visto.

Ho visto gli dei nella mia cagnolina, in Hari, che mi ha riempito la vita per un decennio, e dalla quale sono nati dei fiori. Li vedo in lei, nelle foto e nei ricordi, nel battito del mio cuore quando ne ricordo la voce, nei pianti notturni da cui mi sono svegliato da quando non c’è. Ho visto gli dei in una gattina, Molly, che ho avuto la fortuna di conoscere, nell’amore che un esserino così piccolo è riuscito a generare, alimentare e mantenere in tante persone diverse. Li ho visti in Sirio, che mi ha ringraziato quando io e Desy l’abbiamo salvata. Li ho visti nel delfino Speedy e in altri animali, li vedo negli uomini, ma solo ogni tanto, perché quando li guardo ho spesso gli occhi appannati. Li vedo negli sguardi più bui, li vedo nel vento quando mi porta il silenzio, li vedo nelle lacrime e nella paura, li vedo dove nessuno li cerca. È lì che si annidano, soprattutto. Li ho visti nelle piante e nelle pietre, soprattutto quand’ero piccolo, e mi innamoravo di tutto (e grazie anche a de Andrè). A proposito, li ho visti nella musica, e nell’eredità dei poeti. Li vedo, talvolta; quando sono ispirato li vedo ancora. Li sto perdendo, ma so che è un problema mio. Tutto è ancora pieno di dei, ma i miei si stanno appannando. Forse avrei bisogno di Hari, o di Molly, o di qualcuno come loro, per rimetterli a nuovo. O forse bisogna accettare anche la perdita dei propri dei, e della propria religione.

Quello che so è che, se tutto è pieno di dei, dobbiamo fare attenzione a dove mettiamo i piedi, per non calpestare nulla, e dobbiamo prendere le nostre decisioni con cautela.

Quello che so è: tenetevi stretti i vostri dei, e non ne abbiate paura. Può far male, lo so. Ma è l’unico modo per sapere, anche solo per un istante, nella vita, cosa intendono i poeti quando usano quella strana parola che se la pronuncio io sembra finta come un fiore di stoffa. Quella cosa che, detta in una conversazione, ha lo stesso odore piatto di un bouquet di carta, il sapore di un dolce di plastica.

Alcuni la chiamano felicità.

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10 risposte a Tutto è pieno di dei

  1. r. ha detto:

    Io li vedo nelle tue parole e, cristo, mi chiedo come ho fatto a non inserirti nella lista dei miei quindici preferiti di agosto, ma a settembre non potrai mancare. Io li vedo in un amore non corrisposto, quando non dormo per i dubbi che mi divorano, nei soldi che non ho, nei compromessi che devo accettare, negli errori di chi mi sta davanti, nella forza di riconoscere le nostre debolezze senza puntare il dito sempre e solo verso quelle degli altri, nella semplicità di un gesto, in chi ha ancora coraggio di aspettare e rimanere fermo dov’è. In chi ha le palle di dormire la notte con tutti i drammi che deve affrontare di giorno. In chi ha scelto una vita sbagliata e se ne rende conto. Ecco, nello scegliere, semplicemente, di vivere, e di stare al mondo, nel modo migliore possibile, è lì che li vedo.

    Grazie.

    (scrivo da smartfon, perdona eventuali errori)

  2. swannmatassa ha detto:

    r., sei sempre troppo generoso coi complimenti, che dire.
    Dunque, ecco, tu vedi gli dei dove io non li vedo più, o li vedo di rado: nelle persone. In effetti ho bisogno che qualcuno, come hai fatto tu, ogni tanto me lo ricordi, perché, come ho detto, i miei dei si stanno appannando. Del resto, io scrivo qua sopra per questo: per salvarmi dall’indifferenza. Qualche volta, anche grazie a qualche commento, la cosa funziona.

    • r. ha detto:

      Se non siamo umani, non possiamo che essere disumani. Io tendo a preferire l’umanità, nonostante il male degli altri, e il mio. Non so se mi spiego… sono tutto meno che un santo, o un ingenuo. Complimenti meritati.

  3. ecoarcobaleno ha detto:

    ogni tanto forse li perdiamo di vista i dei nostri e quelli degli altri, ma confido nella’animo umano nonostante tutto 🙂 poetico testo ti saluto cordialmente con una definizione molto poetica del termine “animale” http://unaparolaalgiorno.it/significato/A/animale

    • swannmatassa ha detto:

      Confidare nell’animo umano diventa sempre più difficile. Ma siamo qui (anche) per questo. Mi piace questa analisi “rotonda” del termine “animale” che mi hai linkato. Grazie!

  4. ludmillarte ha detto:

    molto molto bello (non sarei così certa che se pronunci tu sembrino parole finte come fiori di stoffa, dico sul serio)

    • swannmatassa ha detto:

      (Sorrido). Sono parole che mi pesa sempre un po’ pronunciare, bisogna avere il peso specifico per sapere darci il giusto valore, altrimenti è solo un continuare a svilirle, inflazionarle. Come l’amore. Grazie, davvero.

  5. Silver Silvan ha detto:

    La ringrazio moltissimo. Mi ha fatto venire sonno. E non è manco mezzanotte! Utile questa fioletto del Tao. Super soporifera!

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