Non mi va di parlare di Berlusconi

Non mi va di parlare di Berlusconi, sul serio. Cosa si potrebbe mai dire che non sia già stato detto, scritto, cantato, rappresentato? Tutti sanno chi è Berlusconi, conoscono la sua storia, sanno alcune delle cose che ha fatto, cioè quantomeno quelle che non sono soggette ad interpretazione, ma che ci sono state sottoposte come semplici fatti acclarati.

Io vorrei parlare delle persone che lo sostengono. Non so bene che sentimento mi suscita vedere le folle acclamarlo per le strade, brandendo bandiere, se è più paura, tristezza, preoccupazione o scoramento. Sicuramente, quelle persone rappresentano la sconfitta della speranza di un progresso. Non si tratta neanche di entrare nel merito del personaggio e dell’influenza (nefasta) che ha avuto sul nostro paese, ma semplicemente della capacità di un popolo di riconoscere la fine di un’epoca storica e della volontà di progredire. Progredire non significa necessariamente fare qualcosa di meglio, ma sicuramente significa provarci. E questo non passa, come credono i più, attraverso nuove elezioni, la sconfitta di Berlusconi e la nascita di una nuova leadership, ma attraverso la ricerca di nuove formule per la nostra società. Pare che Albert Einstein abbia detto che solo gli sciocchi continuano a fare sempre la stessa cosa aspettandosi di ottenere risultati diversi. Questo uno scienziato lo sa: quando qualcosa va storto in un esperimento, la prassi è cambiare una variabile alla volta, finché non si è trovata la chiave di volta, ma non ha senso ripetere l’esperimento allo stesso modo, sperando che stavolta funzioni. Eppure, questo è esattamente quanto facciamo ogni volta che andiamo alle urne.

Pur non disponendo né di statistiche alla mano, né di chissà quante storie personali, non penso si possa dire che il popolo di Berlusconi, come ormai lo si chiama (neanche fosse un paese a sé stante), se la passi meglio del resto d’Italia, e pertanto dovrebbe condividere le istanze di rinnovamento che nascono dal disagio. Anche se (non so bene come) si può arrivare a credere che Berlusconi, pur governando con continuità, non abbia avuto parte alcuna nel degrado dell’Italia e nella crisi che ci attanaglia e di cui siamo (quasi) tutti vittime, non vedo come si possa pensare che reiterando gli stessi atti di sempre le cose possano migliorare. Che si possa perdere il rispetto di sé al punto di schierarsi contro chi, evidentemente, ci fa del male, è un’idea particolarmente dura da digerire, ma la storia è piena di esempi così. Bertrand Russell ricorda che il rispetto di sé è sempre stato una virtù della minoranza, e che “uno dei tratti più rivoltanti delle tirannie è la maniera con la quale esse portano le vittime dell’ingiustizia ad offrire la propria adulazione a coloro che le maltrattano”.

Questo discorso non vale solo per il popolo di Berlusconi, naturalmente. La classe politica, giacché ormai di questo si tratta, cioè di una casta contrapposta alle altre com’è stato in passato per nobiltà e plebe, ha tutti gli interessi del caso a mistificare la realtà, nel tentativo di perpetuare quello che chiamano “consenso”, ma che è più simile ad un sostegno acritico. Ma di questo ho già parlato qui  e qui. Siamo così sensibili a questa forma di persuasione, che spesso dobbiamo fare uno sforzo per recuperare il vero significato delle parole, di volta in volta piegato al nuovo scopo. Dobbiamo persino fare uno sforzo di astrazione per ricordarci quali sono i nostri problemi, altrimenti in un batter di ciglia ci troviamo a credere davvero che la riforma della giustizia sia una priorità per noi poveri cittadini. Giacché non sono dei dilettanti, poi, i nostri politici ci offrono anche l’alternativa: a beneficio di coloro che proprio non riescono neanche per un attimo ad immedesimarsi nell’uomo che ha problemi con la giustizia, essi ci ricordano che dobbiamo preoccuparci dello spread, della legge elettorale, nonché, naturalmente, delle leggi ad personam di Berlusconi. E a seguire, è una vita che ci preoccupiamo di cose così. Qualcuno arriva a credere che esistano due schieramenti contrapposti, e che addirittura questi schieramenti rappresentino ideologie diverse, l’una di destra (ma di centro-desta, per carità, alla larga dal fascismo) e l’altra di sinistra (ma di centro-sinistra, il cielo ci scampi dal comunismo).

Ci stanno insegnando a preoccuparci di tutto, meno che di quello che ci riguarda. E così, il popolo di Berlusconi, che conterà non meno incensurati di tutti gli altri popoli d’Italia, sventola striscioni fuori ai tribunali.

Ma, a dispetto di quello di cui ci insegnano a preoccuparci, c’è ancora chi si preoccupa per altro. C’è chi si preoccupa per l’inquinamento, per la sovrappopolazione, per la disuguaglianza sociale, per la disparità delle opportunità, per il mancato rispetto dei diritti, per la conservazione della biodiversità, per la degenerazione della cultura, per la fine dell’etica. E nessun politico che io abbia visto calcare queste terre ha mai incontrato questa sensibilità. Persone come queste in parlamento non le ho viste mai. In strada sì, in strada ho incontrato persone da cui posso imparare. Se quelle persone di strada sono in grado di sollevarsi, forse abbiamo una speranza. Se non lo sono, se non lo siamo, se tutto questo è un’utopia, beh, buon Berlusconi a tutti. Neanche lui è immortale, passerà. Ma possiamo stare sicuri che ci sarà sempre uno pronto a sostituirlo. Con le parole di Bruce Springsteen: be ready for when they come, for they’ll be returning sure as the rising sun.

Ecco, quando però per la strada vedo persone preoccupate per Berlusconi – che, si noti, non va né in carcere né in bancarotta, ma che viene solo mandato in pensione dalla vita politica a 75 anni – mi sento svuotato. A costoro vorrei chiedere: cos’è che vi spinge? Peraltro, siete per caso tutti suoi amici e confidenti, sapete qualcosa che io non so, per essere così sicuri che sia innocente? O nemmeno vi importa più che sia colpevole o innocente, ma solo che possa continuare a farvi godere facendovi del male, masochisti che non siete altro?

Insomma, la dignità, il rispetto di sé: la volontà di essere un elemento pensante che può avere valore da sé, e non solo in quanto parte di una folla, appendice di un potente, ombra nella sua ombra. Che cosa chiedono a se stessi, gli uomini del popolo di Berlusconi? A che cosa aspirano? Non vogliono essere individui, avere una voce che non sia quella del loro leader? Forse è questa la democrazia di cui tanto spesso si riempiono la bocca i Bondi, i Brunetta, le Santanché: il governo del popolo, ma del popolo che ha una sola voce, una sola mente: quella del suo capo. E se anche quella voce, quella mente non incarnasse gli interessi di un singolo uomo, possessore di ricchezze e di strumenti di potere, saremmo lo stesso nei guai, perché “la società in cui ciascuno è lo schiavo di tutti è solo di poco migliore di quella in cui ciascuno è lo schiavo di un despota” (ancora Russell). Democrazia, in altre parole, non significa libertà. E io la parola libertà vorrei sentirla associata all’individuo in senso lato, non solo all’individuo Berlusconi, quando si parla di quella che gli viene tolta, peraltro dopo un lungo percorso di giudizio, a seguito della persecuzione di un reato.

La diversità è una condizione del progresso, è un carattere imprescindibile dell’evoluzione. Forse tutti questi seguaci di Berlusconi sono persone normali. Forse, semplicemente, io vorrei più diversi.

Ecco, ora lo so che cosa mi suscita la vista delle folle acclamanti ai cortei abusivi di B. Un senso di immobilità, l’eco di uno stridio di catene, la stasi della mente. Un punto morto nella storia d’Italia.

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10 risposte a Non mi va di parlare di Berlusconi

  1. Dan ha detto:

    Stavolta ti rispondo direttamente di qua 😉

    Secondo me la gente (anche quelli che partecipanno a queste sceneggiate di piazza) sanno benissimo chi é Berlusconi : una persona meschina come ce ne sono tante, che ha cercato disonestamente di tutelare i propri interessi, come fanno in tanti ; che ha cercato ed é spesso riuscito a fottere lo stato e le leggi, come fanno o vorrebbero fare in tanti, con la sola differenza che visti i capitali di cui dispone le cifre messe in gioco hanno qualche zero in più.
    Il punto é proprio qui : quelle persone, quella fetta di elettorato, che fedelissimamente continua a votarlo, si identificano con lui , con il meschino che cerca di arraffare quanto più può, salvo poi pararsi il culo dicendo che c’é un complotto cosmico contro di lui. E converrai con me che questa figura non é certo lontana dall’italiano medio (parlo di media sia spaziale che temporale, historia docet…). E paradossalmente queste persone percepiscono Berlusconi come « l’amico» che ispira solidarietà e simpatia ; e percepiscono invece le istituzioni che dovrebbero tutelare i loro diritti e la loro libertà come il nemico.
    Sicuramente mi dirai : « Lo stato, le istituzioni, come le vediamo adesso, si sono allontanate astronomicamente dalla loro funzione di tutela dei diritti e delle libertà ».
    Infatti hai perfettamente ragione.
    Ma é a questo punto che dovrebbero entrare in funzione gli « intellettuali », gli « uomini colti », i « paladini della libera informazione » come Santoro e Travaglio (tanto per fare due nomi molto gettonati) a restituire al « popolo » la nozione di uno stato sano, di un’economia sana.
    Questi pseudopaladini del nulla si dilettano invece a narrarci l’epopea del Berlusca-genio del male. Cosa che tra l’altro non é : Berlusconi é soltanto una macchietta, un miserabile, un meschino e un disonesto; nulla a che vedere con un genio del male, categoria di cui si spero si possa ancora tutelare l’onore, non annoverandovi il pagliaccio a luci rosse di Arcore …

    Per arginare i guai in cui ci ritroviamo (che vanno ben al di là dei giochini sporchi di Berlusconi) avremmo avuto bisogno di formarci una coscienza civile, di cui siamo totalmente sprovvisti ; avremmo avuto bisogno di educazione e della più elementare istruzione; funzione che da sempre hanno assunto “i sapienti”, i “Socrate”, laddove lo stato é latitante.
    Invece siamo stati nutriti dai “sapienti” nostrani con la « serial » politica a puntate, che segui come si segue beatiful (per lo meno con la stessa dose di impegno intellettivo e con gli stessi risultati sul piano formativo); con i dettagli degli scandali sessuali e con dibattiti a prova di decibel.
    I vari Santoro, Travaglio, Gabanelli, pur disponendo di spazi preziosissimi per creare innanzitutto istruzione ed educazione in larghe fasce di popolazione che si ritrovano praticamente in condizioni di quasi analfabetismo (nonostante anche tutti i titoli accademici che siamo diventati cosi bravi a collezionare), si limitano invece ad incoraggiare dei fenomeni di isteria collettiva, ad aizzare la folle con degli slogan tanto tonitruanti quanto inutili del tipo «mandiamoli a casa », « casta di merda », « psiconano » etc. etc. non cé bisogno che faccia tutto l’inventario.
    Questi « giornalisti di frontiera » ci hanno mai spiegato cos’ é un’ economia sana ? In cosa abbiamo deviato da una situazione strutturalmente sana ? Perché la nostra economia é malata? Perché il nostro stato é malato ? Ci hanno mai spiegato come mai da quando siamo in zona euro la nostra situazione finanziaria é piombata irrimediabilmente nel baratro ? Chi detiene veramente il potere economico e monetario in Europa ? E da quando ? E perché nessuno ce ne ha informato ? Perché sai, quando la Commissione Europea approva misure che stritolano la nostra economia e le nostre libertà; quando la Commissione Europea approva l’uso di sostanze e procedimenti industriali dannosi per la nostra salute (e tutto questo per ingrassare i capitali delle grandi mutlinazionali), i nostri cari « paladini della libera informazione» non si prendono mai la briga di organizzare un dibattito televisivo degno di questo nome e spiegarci cosa stia succedendo (come fanno invece i loro colleghi in altri paesi)…No, loro sono troppo impegnati a dirci che lo psiconano c’ha una nuova fidanzata minorenne.
    Adesso che é stato condannato (come é giusto che sia) brinderanno perché abbiamo riconquistato l’eden ? No , purtroppo la discesa agli inferi é appena cominciata, e con il nano rattoso o senza farà poca differenza…

    • swannmatassa ha detto:

      Istruzione, cultura, coscienza civile, informazione, comunicazione. Queste sono le parole chiave del tuo discorso, e io le sottoscrivo. Se ne deve dedurre che i problemi sono sempre gli stessi evidenziati più volte di fronte ad altri fenomeni che ci coinvolgono. Sono, almeno in parte, le stesse parole chiave che emergevano dalla discussione sul caso Stamina, o quelle che riassumerebbero la disperata situazione della nostra povera Napoli. Berlusconi ha sfruttato un terreno fertile già esistente, e poi a sua volta ha contribuito a “fertilizzarlo” ancora di più, per amplificare, oltre che perpetuare, il fenomeno. In questo bisogna dargli atto di essere stato abile. Genio del male proprio no, però un qualche talento deve pure averlo, sennò uno qualunque dei ceffi che sventola la sua bandiera avrebbe potuto essere lui, e non è così. Forse nessuna iniziativa che promuovesse una delle parole chiave di cui sopra avrebbe avuto successo, forse nessuna trasmissione televisiva che facesse “vera informazione” avrebbe guadagnato vette di share, ma è questo pensiero di mediocrità che ci tiene ancorati al fondo. Santoro, Travaglio, Gabanelli, che pure si elevano sulla massa, almeno per capacità professionali, non hanno mai tentato di dimostrare il contrario. Ah, che trasmissione meravigliosa sarebbe!

  2. Dan ha detto:

    Scusa per i numerosi errori di battitura (e di forma…) che vedo soltanto adesso; ho scritto in fretta perché stavo per scendere, e non mi andava di rimandare il commento ad un momento più tranquillo 🙂

  3. Leonetta ha detto:

    🙂 Swann…. proprio ieri guardando la folla che acclamava a Berlusconi come una povera vittima di una macchinosa strategia dei giudici, dicevo a tuo padre che non riuscivo ad entrare nelle teste di coloro che erano li’, cosa hanno nella testa queste persone? che pure se non tutti, qualcuno sara’ in buona fede e ci credera’ davvero!!!!! e non ce l’ho fatta:( credo che tutti noi abbiamo un motivo, magari recondito, per fare delle scelte… la mia direttrice e’ isterica e furba? E’ un’insicura fondamentalmente e non vuole farlo sapere, tanto che ti mangia viva anche per dirti una cosa banale…. ergo sta male forte! I miei colleghi stanno zitti e la lasciano parlare ed anche insultare?…..forse sono piu’ furbi di me ed hanno capito che la situazione e’ irrecuperabile! Qualcuno alza la voce contro di un innocente???? e’ la rabbia che lo fa parlare!!!! …. ma dentro la testa (per non parlare del cuore) di queste persone non son riuscita ad entrare e non sono riuscita a dare spiegazioni a me stessa:( forse Berlusconi e quelli come lui sono piu’ intelligenti, hanno capito che oltre questa vita non c’e’ nulla e vogliono godersela qui a scapito degli altri si’, perche’ se gli altri sono stupidi se lo meritano….. magra conclusione direi…. forse i piu’ cristiani siamo noi anche se non andiamo a messa, forse i piu’ illusi siamo noi anche se cerchiamo di tenere gli occhi ben aperti….. forse e’ il cuore che non bisogna tenere aperto, perche’ qualcuno se ne approfittera’ prima o poi:(…. bah… io preferisco pensare che siamo stati invasi dagli alieni senza saperlo e che questi hanno creato un virus che ci autodistruggera’ :O….. scrivici un libro va, tu che sei bravissimo con le lettere messe una dietro all’altra:))))) un bacio, come sempre, da una fan:)

    • swannmatassa ha detto:

      Il virus c’è Leo, questo è sicuro, ma non ce lo hanno mandato gli alieni. Non so se è meglio o peggio. E in un certo senso è vero anche che Berlusconi è più intelligente di noi: lui nella testa di quelle persone ci sa entrare, sa esattamente cosa dire e cosa fare per farsi acclamare (a parte mettere mano al portafogli, che aiuta sempre). Inutile dire che chiudere il proprio cuore per evitare che qualcuno se ne approfitti è una strategia paradossale: di un cuore chiuso non possiamo servirci neanche noi, per incamerare quelle poche gioie che danno un senso al nostro raspare questa crosta di terra. Ma questo tu lo sai meglio di me. E se ci fossero più persone dal cuore aperto, ce ne sarebbero meno a quei comizi, scommetto!

  4. tiZ ha detto:

    .ma che ci aspettiamo …lo sai quanto sono aumentati in edicola le riviste di gossip??? pensa che ne hanno creata una recentemente che parla solo di omicidi irrisolti..una cosa tipo “giallo” ..o giù di lì !!! questa attenzione morbosa per la sofferenza , per la scopata, per il tradimento….quasi a cercare 1 senso nella propria inutile vita. ma che ci aspettiamo da questa media italiana che in mezzo a tanti bellissimi sport…guarda solo calcio?? che gode vedendo le lacrime isteriche di “uomini e donne”? che ascolta musica come “marco cartaaaaaaaaaaaaaaaaaa???”
    hai visto la campagna elettorale di berlusconi fatta in quei paesi dove minacciavano di buttare giù le case- perchè costruite illegalmente- e lui lì a promettere il condono per tuttii!!!! perchè la casa non si tocca !!!!
    ..ma perchè la fila alla posta di tutti quei poveri pensionati…a chiedere la restituzione dell’imu??
    nn è da tutti sapersi vendere così !!

    • swannmatassa ha detto:

      Non è da tutti sapersi vendere così, certo, come dicevo qualche talento deve pure averlo. Un talento che rimesta nel torbido, però, perché questi interessi morbosi, queste passioni “piatte”, che manifesta gran parte del popolo italiano, fanno certamente parte di noi, ma vengono alimentate e nutrite per essere ingrassate ad hoc, come le oche per fare il foie gras. Se alimentassimo altri tipi di passioni, istinti e interessi, potremmo veder crescere anche quelli. E così torniamo al discorso della cultura, dell’istruzione, della coscienza civile…

  5. Barone ha detto:

    Hai iniziato dicendo:”non mi va di parlare di Berlusconi”, poi invece ne hai parlato dicendo le stesse cose che si sentono da chi lo odia e lo detesta. Noi che lo votiamo,e siamo la maggioranza, non siamo ne scemi ne tantomeno idioti come vorresti far pensare a tutti quelli a cui ti rivolgi con i tuoi pezzi, tacciandoci anche di disonestà e meschinità: gli ultimi due aggettivi a me sembra ti calzino alla perfezione.
    Buon Berlusconi a te e a chi, come te, lo odia.

    • swannmatassa ha detto:

      Ah no, ti sbagli. Se hai letto con attenzione, ti sarai accorto che non ho parlato di Berlusconi, ma del suo “popolo” e di chi, invece, se ne tiene fuori. Lui è molto bravo a fare i propri interessi, questo è sotto gli occhi di tutti, parlare di lui non ha senso, potrebbe benissimo essere un personaggio inventato, un’icona di questi tempi: sarebbe esattamente com’è. Io non credo che chi lo vota sia scemo o idiota, credo però che preferisca schierarsi (con lui), marciare sotto una bandiera, invece che seguire una propria strada, ascoltare i suoi comizi piuttosto che dialogare con se stesso e con altri per farsi una propria idea, affidarsi al suo potere e ai suoi mezzi piuttosto che costruirsene di propri. Questa assenza di pensiero critico, bada bene, non è tipico dei berlusconiani: chi vota PD da sempre è esattamente uguale. Alcuni parlano di fedeltà al partito come se fosse una squadra di calcio, e questo non ha alcun senso. Il partito di Berlusconi, semplicemente, amplifica questo fenomeno perché è guidato da un uomo particolarmente potente e carismatico. Poi ci sono tanti altri motivi che possono indurre qualcuno a votare Berlusconi, ma penso che, se non fai parte della élite che ne trae vantaggio, la scelta alla lunga risulterà comunque sbagliata, perché innegabilmente il paese va a rotoli ANCHE per colpa sua. Se mi sbaglio, certo, meglio per tutti, visto che è ancora lì e probabilmente vincerà ancora. Poi il mio post potrà esserti sembrato meschino, ma di disonesto io, in vita mia, non ho mai fatto proprio nulla. Io.

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