Siamo polvere

Quando si vuole dire che ci si sente piccoli ed inutili si dice che siamo come gocce nell’oceano. Non è vero. Noi siamo particelle di pulviscolo atmosferico. Siamo mossi dal vento e dalle correnti d’aria, siamo sospesi oppure trascinati via con forza, abbiamo il nostro spazio ma siamo circondati da miliardi di altri come noi, siamo investiti dal sole e illuminati, brillanti, a volte accecati dai riflessi degli altri, siamo tirati giù dalla pioggia, schiacciati dal peso degli elementi, costretti a posarci vinti dalla gravità, pronti a risollevarci in volo quando il calore ci asciuga. A volte rimaniamo attaccati al suolo, alle foglie, come se neanche il sole avesse la forza di scaldarci, con la sensazione che la superficie che ci ospita ci disprezzi, che ci ritenga sporchi. A volte vorremmo prendere una direzione, e pensiamo che basti remare, ma il vento ci spinge in un’altra, e noi non sappiamo che la nostra volontà non conta nulla. Perché siamo solo polvere. A volte capiamo tutto, ci rendiamo conto che la vita scorre uguale per tutti, che siamo solo nuclei di esistenza che contribuiscono a fare massa, e nient’altro. A volte siamo presuntuosi, pensiamo di poter dare un contributo, sfidiamo il vento come se fosse un’entità che possiamo affrontare, come se il vento potesse avere paura della nostra ira, o della nostra grinta, o della nostra forza, o della nostra determinazione. A volte ci guardiamo intorno, baciati da un raggio di luce, e vediamo risplendere i nostri vicini così forte che ci fanno male gli occhi. Allora pensiamo che siamo qualcosa di straordinario, noi e gli altri, che non siamo niente di comune, che risplendiamo come perle e abbiamo colori stupendi, e non possiamo fare a meno di innamorarci, di noi stessi e degli altri, ma non ci rendiamo conto che tutto quello splendore è solo luce riflessa.

A volte torna la pioggia e i colori si spengono.

A volte il vento soffia così forte che ci sembra una bufera, e perdiamo tutte le nostre coordinate. Ci abbandoniamo all’oblio, sempre senza capire, e perdiamo il contatto con tutto quello che ci circondava. Veniamo sbattuti giù con una forza implacabile, chiudiamo gli occhi e rinunciamo alle nostre illusioni. Allora cala il velo sulla realtà e possiamo smettere di fantasticare. Il buio ottiene la vittoria. E per noi, finalmente, il riposo.

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