Lo scopo è la via

La pazienza dell’acqua. Avesse un senso attribuire una personalità alle cose e agli elementi della natura, la furia del vento sarebbe qualcosa di più che una figura retorica e la proprietà più rilevante dell’acqua non sarebbe data dai suoi cambiamenti di densità, ma dalla sua pazienza. Basta pensare alla perseveranza con cui è capace, goccia a goccia, di scavare la roccia. Senza forza, senza forma, priva di solidità – per come siamo abituati a concepirla – è più efficace ed esatta di un candelotto di dinamite. Potrebbe farsi strada pressappoco dovunque. Ogni goccia è un passo in avanti verso la libertà, verso il successo, è un inno alla cooperazione e alla vita, perché ciascuna goccia, da sola, non fa che schiantarsi contro la roccia, rimbalzare, formare gocce più piccole nell’aria e ricadere guidata dalla gravità e poi, infine, evaporare. Ma tutte assieme, nel tempo, migliaia di gocce raggiungono lo scopo. Senza memoria. Non è un concerto o una coscienza collettiva. È un inno alla caparbietà. È la pazienza dell’acqua. E una volta che le abbiamo attribuito il sentimento, non possiamo non attribuirle un pensiero, non sappiamo esimerci dal domandarci quale sia il suo scopo, quale sia il motore di tanta caparbietà. I più ingenui penseranno alla forza di gravità, che guida in basso le gocce, e non potranno resistere alla tentazione di attribuire una personalità, un pensiero e uno scopo anche ad essa, e così via all’infinito, nell’eterna ricerca dell’origine che, prima o poi, compromette qualunque risposta. L’origine e lo scopo sono le nostre ossessioni, catene dell’umanità. Origine e scopo. Noi siamo la fune tesa nel mezzo, la scienza ad analizzare il capo d’origine, religione e filosofia a fissare e ragionare su quello di fine. E noi, nel mezzo, sospesi sull’abisso di Nietzsche, senza essere né bestie né giammai superuomini. L’acqua saprebbe percorrere quell’abisso, scivolando sulle pareti o precipitando senza paura nel vuoto. Troverebbe il fondo e lo bagnerebbe di sé, sarebbe se stessa e qualcos’altro, senza bisogno di spiegazioni o di motivazioni. La pazienza dell’acqua è senza scopo.

Quando saremo anche noi come l’acqua, non conosceremo più vita né morte, ma solo trasformazione. Non saremo una società o una coscienza, ma solo una forma di energia transiente, che basta a se stessa. Quando saremo come l’acqua non conosceremo più abissi e non temeremo tristezza. Non avremo più scopo se non proseguire. Il nostro scopo sarà la via stessa.

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2 risposte a Lo scopo è la via

  1. ettore ha detto:

    Bellissimo! La vita non ha altro scopo se non quello di auto-affermarsi.
    Il cervello umano,che nella sua evoluzione,in eterna fase di transizione, sembra essere un grande successo dell’uomo , in realtà ne ha fatto un essere che oscilla continuamente tra l’essere immanente alla natura e l’esserne il grande distruttore/auto-distruttore. Ripiegato sul proprio ombelico in eterna posizione fetale!

  2. Pingback: La tua strada (a tutti quelli che hanno uno scopo) | Il Bandolo del Matassa

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